Home -> Biking -> Cicloturismo -> Drauradweg 2004
06 | 02 | 2012
Menu principale
altare viale liberta caotica nuovo maria solitudine questa mistica base superare cime religiosa parla grano metà  la stirling cadore passato arriviamo nonostante krapfen portovenere stessa castello bevo scende cominciamo sorride gestori forth cane verdi comodamente edificio unica imbocchiamo villaggio energia mentre dodici lasciare enorme riprendere pulita tornato pubblico sabine pesce
Ultimi Twits
abropekisch: 2 anni a Contador. Grande Di Rocco:"Squalifica è conforme al codice, è atto di giustizia. Federazione Spagnola e Governo incommentabile" #FB
abropekisch: RT @francescocosta: Un freddo così dovrebbe essere illegale. Dov'è la procura di Trani quando serve?
abropekisch: L'auto ha segnato una minima di -10
Drauradweg 2004 PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
martedì 15 gennaio 2008 09:47
Indice Articolo
Drauradweg 2004
Secondo Giorno
Terzo Giorno
Le foto
Tutte le pagine

Drauradweg 2004 Ho affrontato un pezzo della Drauradweg nell'agosto del 2004. Quello che segue e' quello che sono riuscito a ricavare dagli appunti che ho annotato nei momenti di pausa.

 

 

Prologo:

E' stato il mio primo viaggio in bici.
Ho deciso di partire anche se non ero organizzatissimo e avevo poco tempo. Mi ha convinto il fatto che a causa del lavoro, se avessi rimandato avrei dovuto aspettare un anno per avere un'altra opportunita'. Ho recuperato in fretta un portapacchi, l'ho adattato alla Bimba (e' il nome della mia bici), ho cercato delle borse per la bici, ho organizzato i bagagli e il tragitto.
Niente di improvvisato. Ho scelto la ciclabile piu' a portata di mano. Ho recuperato la classica mappa della Drauradweg (che TUTTI quelli che ho incontrato avevano con se) compilando un form di richiesta info al Tourist Office di Dobbiaco (cercare con google). Due solerti quanto bionde signorine austriache hanno provveduto a farmela recapitare a casa a costo zero.
Per raggiungere la famosa biciabile, ho pensato di raggiungere in treno Calalzo di Cadore e percorrere la ciclabile che passa per Cortina fino a Dobbiaco. La Bimba era irriconoscibile, caricata com'era. Non e' una bici da viaggio. Ho faticato un bel po' per sistemare i bagagli in modo da avere spazio per pedalare.
In ogni caso avevo tutto quello di cui avevo bisogno. Anzi, anche di piu', visto che mi sono permesso il lusso di un lettore CD con caricabatterie.

Mercoledi' 11/8/2004

 

Ore 6.00:
Parto alle prime luci dell'alba. La stazione dei treni dista circa 45 minuti da casa. E' forse il momento piu' strano, in cui mi viene da chiedermi che cosa sto facendo. Sara' la lucidita' mentale del mattino (che ho sempre odiato) o la particolarita' di percorrere con una bici piena di bagagli le solite stradine vicino a casa, sperando che non mi veda nessuno, mi viene quasi voglia di tornare a letto e far finta di niente. Per fortuna e' passeggero.

Ore 6.53:
Il treno parte in perfetto orario. Cielo nuvoloso. In stazione, ricordi vaghi e fusi. Per 7 anni sono passato di la'. Con qualsiasi stato d'animo immaginabile. A rendere tutto ancora piu' malinconico, vedo la sorella di una amica che non vedo da quasi un anno. Sta partendo pure lei per Calalzo, con gli scout. Non ci si libera facilmente del passato.
Il viaggio in treno e' stato piuttosto piacevole. Il panorama fantastico delle Dolomiti non fa pesare la lentezza del treno che si inerpica su binari tortuosi. Ho solo una vaga preoccupazione per le condizioni atmosferiche.
Il cd dei Lemonhead non e' per niente male. Ascolto decine di volte "Mrs Robinson". La musica e' un lusso per chi viaggia in bici. Pero', a volte, e' tutto quello che ti serve per farti forza.

Ore 10.56:
La stazione di Calazo di Cadore e' tipicamente di frontiera. Grande e semivuota, con quella pace strana che sembra presagire l'incombere di qualcosa di grandioso.
Si parte! Inizia l'avventura sotto un tiepido sole che, finalmente, s'affaccia a guardarmi.
... strane sensazioni ... come di qualcosa che sta per iniziare ... o per finire ... (che in fondo e' lo stesso) ...

Ore 13.20:
Sto mangiando due pizzette e un krapfen a Cortina, vicino al palazzetto dello sport.
Chi ha detto che non si puo' pranzare a Cortina con meno di 5 euro? Tra la stazione di Calalzo e Cortina ci sono circa 35 Km di pista quasi tutta ciclable.
Alcuni tratti non sono asfaltati. Nel primo tratto sterrato che ho incontrato, a Pieve di Cadore, dopo pochi km, ho preso una buca. La borsa posteriore sinistra e' finita tra i raggi e si e' rovinata. Per un attimo ho temuto di dover tornare a casa. Ho deviato per la strada principale e ripreso la ciclabile poco dopo.
La ciclable offre bei panorami e un bel passaggio in una galleria illuminata (vedi foto).
Il tragitto, infatti, segue il percorso della vecchia ferrovia.
Il ritardo accumulato mi consiglia di non proseguire per il passo 3 croci, che sembra sia molto panoramico. Decido di proseguire per la ciclabile.

Ore 14.25:
Cima Camposella, quasi 1500 metri, non mi sono neanche accorto che la strada era in salita! Ho ritrovato la ciclabile subito dopo Cortina. Inizialmente segue dall'alto la statale ma nel tratto finale si infila in una valle stretta in cui non c'e' nessun'altra strada. Solo un torrente, gallerie e un ponte vertiginoso. Ancora la vechia ferrovia. Le gallerie, con illuminazione piu' fioca delle precedenti, sono molto affascinanti. Non vedo nemmeno il manubrio, non so dove appoggio le ruote. C'e' solo la luce dell'uscita che mi guida. Bello, bello, bello. Probabilmente in questo primo tratto ho visto alcuni dei panorami piu' belli dell'intero viaggio.
Un paio di volte, dentro la galeria, sono finito in ghiaioni che mi stavano per buttare a terra. Scossoni che mi hanno svegliato da un sogno di pochi secondi. Un ragazzo milanese incontrato su un ponte altissimo mi conferma che porta a Dobbiaco anche se lui non l'ha mai fatta.

Ore 14.40:
Ospitale. Risalgo dalla ciclabile sulla statale poco sopra e mi fermo al rifugio per una birra (1.30 euro). 1469 metri sul livello del mare. La ciclabile comincia a diventare sconnessa e fa un po' freddo. Decido di proseguire per la statale (Alemagna) che ora dovrebbe essere in discesa. L'asfalto mi consentira' di guadagnare tempo. 64 Km circa fin'ora.
Al rifugio, piuttosto affollato, ci sono alcune bici parcheggiate. Un paio hanno bagagli, le altre sono tutte di viaggiatori di giornata. Il cielo e' sereno, ma il sole sta' ormai inesorabilmente scendendo. La luce perde le tonalita' giallo-rosse e si accentuano quelle blu. Si affacciano le prime preoccupazioni per la notte e per la strada ancora da completare.

Ore 14.40:
Toblach! 80 Km. All'inizio della citta' vedo subito le segnalazioni dell'inizio della Drauradweg.
Faccio un giretto in citta'. Penso di fermarmi qui' stanotte, cerchero' una camera.
Viagginado in bici si ha davvero la sensazione di "Entrare in una citta'". E' piu' netta la differenza tra il "viaggio" e "l'arrivo".

Ore 16.55:
Tutto occupato a Dobbiaco. Al Turist Office mi dicono che "Tobbiako e' al kompleto". Formalmente molto accoglienti, le impiegate dell'ufficio sono molto fredde e non ammettono replica.
Cerco in qualche posticino appena fuori del centro, niente da fare. Un commesso molto disponibile mi ha spiegato che in questa stagione danno solo posti con mezza pensione e preferibilmente non singole, quindi qui' nessuno vuole un ciclista puzzolente che taglia la corda al mattino presto. Pensavo di iniziare domani la Drauradweg, invece devo farne un pezzo stasera.
Attacco quindi la mitca pista.
Inizialmente e' un po' affollata, soprattutto da persone che si fanno un giretto prima di cena. Mi fermo a S.Candido e Prato della Drava. Tutto occupato. Mi consigliano di proseguire per l'Austria. Non noto nessun segnale del passaggio in Austria, vedo solo i segnali stradali leggermente diversi e una postazione di soccorso per ciclisti.
Non sembra che sia un vero e proprio confine.
Per alcuni tratti la pista si accosta alla statale, dove un incidente tiene bloccate le macchine verso l'Italia per chilometri.

Ore 20.40:
Da non credere! Sto mangiando un Hauswurst e bevendo una Gosser a Sillian!
Appena messo piede in Austria al Tourist office mi consigliano un Ostello a Arnbach (una frazione di Sillian) o una casa privata sempre li'. La ragazza del tourist office e' molto disponibile nel cercarmi una sistemazione, vede che sono in bici, sta facendo buio e cade qualche goccia di pioggia. Il suo italiano e' semplicemente spettacolare: "... e' na rosa kasa vicino dritta strada in centro". Si nota una differenza sostanziale tra lei e le sue colleghe "italiane". Basta fare 10 Km, attraversare il confine e il ciclista non e' piu' una rogna ma e' visto con molto rispetto. Comincio a voler bene all'Austria. Mi consiglia l'ostello e una casa privata.
Provo subito all'ostello, naturalmente, e ci sono posti a volonta'. All'ostello ci sono 5 ragazzi (scalatori tedeschi), 3 sui 25 anni due sui 40, una bikeressa (Kriss) di 30 anni di Stoccarda molto smpatica che si e' subito innamorata di pedivelle, cerchi e gruppo della mia Bimba. C'e' anche una famigliola teteska con bimbi piccoli che vedo solo alla sera dopo cena. Un ragazzo della compagnia degli scalatori tedeschi e' molto gentile. Mi traduce tutto in inglese e anche in Italiano quando riesce. Mi faccio una doccia, rifiuto gentilmente l'invito ad uniri al gruppo di scalatori tedeschi per una pizza li vicino. Un po' me ne pento. Qulle sera, pero', volevo fare un po' di street al buio a Sillian. La tentazione era troppo forte.
Per andare da Arnbach a Sillian devo ripercorrere un pezzo della radweg invece della strada normale. Troppo bello avere una strada solamente ciclabile che porta da casa al bar. Con il faro si puo' percorrerla anche di notte. Non c'e' illuminazione pubblica. Anche nelle vie della citadina e' scarsa. Molto meglio cosi'. Fin'ora la radweg e' tutta asfaltata. Ottimo! E' facile far km cosi', anche se ho bagagli pesanti. Eppoi e' sempre e comunque tendenzialmente in discesa (del resto segue il corso del fiume, e un fiume non va in salita). Oltre a questo, la bellezza dei panorami, l'aria fresca in faccia fa sentire molto meno la fatica. Noto che nella radweg l'ostello era segnalato.
Una freccia indicava "Jungenden Hedelberge". Forse quando sono arrivato ero troppo stanco per vederla, o forse, piu' probabilmente, non sapevo neanche cosa volesse dire quella scritta prima di vederla appena fuori dell'ostello. Domani vorrei arrivare a Spittal.
Fatto il bis di Gosser, volatona verso Arnbach al buio. Il fanale anteriore disegna un leone ruggente 10 metri davanti a me. Digrigno i denti anch'io, mi alzo sui pedali e gli corro incontro. Sono carico come non mi capitava dai tempi delle partite da "vitoria o morte" col Montegrappa. Penso di poter pedalare per tutta la notte, ma e' solo la birra che mi da quest'impressione. Qualche goccia piove dal cielo, per aumentare la poesia. Il rumore della Drava. Fantastico! Mi addormento come un sasso alle 10.30 nonostante i bambini crucchi e rumorosi.

 



Ultimo aggiornamento ( martedì 22 gennaio 2008 10:53 )
 

Creative Commons License

Tutto il materiale di questo sito è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.
Powered by Joomla!
Joomla! è un software libero rilasciato sotto licenza GNU/GPL.

 

Chi è online
 9 visitatori online
Cerca in Abromlu