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04 | 09 | 2010
Passo San Boldo e Praderadego PDF Stampa E-mail
Scritto da Abro   
martedì 22 gennaio 2008 11:22

Luogo: Miane, Follina (TV)
Lunghezza: 38 Km circa
Dislivello: 1136 m
Quota Massima: 910 slm (Passo S. Boldo)

 

Caratteristiche Tecniche:
Salita asfaltata senza grosse pendenze. Il tratto pianeggiante nel bosco rallenta molto col fango (okkio a non perdersi!!). 3 Km di discesa asfaltata e veloce con cunette che sembrano messe a posta per saltare. La discesa del Praderadego e' sterrata solo nella prima parte, comunque sempre molto scorrevole.

Oltre a pedalare:
Si sale per la storica Strada dei cento giorni, costruita dall'esercito austroungarico a cavallo della primavera del 1918.
Fu indispensabile prima per permettere i rifornimenti, poi per permettere una ritirata all'esercito accerchiato dagli italiani e rallentare cosi' la disfatta. Gi ultimi due km del passo presentano i caratteristici tornanti in galleria (ora un semaforo regola il senso unico alternato) e un ruscello che scende tra di essi.
Presso la localita' "da Geppo" ci sono tabelloni che descrivono flora e fauna caratteristi delle Prealpi trevigiane. Il tratto seguente e' completamente immerso nel bosco. Si attraversa un ruscello che, a giudicare dai massi, talvolta puo' essere impetuoso.
Salendo il Passo di Praderadego numerosi piccoli segnali ricordano che si sta' seguendo le tracce dell'antica via Claudia Augustea Altinate (che univa Altino a Donauworth). In realta' restano pochissime tracce. Si presume che per il Praderadego passasse la via militare, mentre quella commerciale rimaneva a valle e passava probabilmente per Felte. Scesi dal Praderadego ci accoglie il Castello di Castelbrando (che domina la collina alla nostra sinistra). Merita una visita se c'e' tempo.
Proprio la presenza del castello (e del Castello di Zumelle, nel versante bellunese) testimoniano l'importanza che anche nell'antichita' questa vie era battuta, e avvalorano le ipotesi sulla via Claudia. L'altezza esigua dei passi non permette grandi vedute, ma si attraversano zone isolate e per niente rumorose, poco battute dai turisti. Le cime sono rocciose e inacessibili. La discesa dal Praderadego e' scavata nella roccia. Sebbene sia sicura e ben mantenuta, puo' regalare grandi emozioni a chi soffre di vertigini.

Il percorso:
Dalla piazza di Tovena si sale per la via asfaltata princpale. E' possibile raggiungere il passo anche per una via sterrata (che sperimentero' e descrivero' in futuro). Salendo non si scorge la strada. Dopo circa 3 km si giunge alla fine della valle, si cambia versante e la pendenza aumenta. Sulla sommita' 8 tornanti molto vicini, interamente in galleria, regolati da un semaforo permettono di scavalcare l'ultimo tratto roccioso.
Nonostante il tempo concesso dai 2 semafori sia sufficiente a percorrere un tratto alla volta, si raccomanda prudenza. Sulla vetta la trattoria "da Teresa" accoglie chi volesse fare una sosta.
Dopo aver scollinato si apre il panorama della valle del Piave (siamo a Mel). Il paesagio e' meno scosceso del versante trevigiano, tranne che per le vette feltrine e le dolomiti in lontananza.
Si prosegue su asfalto fino all'inicazione per Signa, dove svoltiamo a sinistra. Si passano Signa Bassa e le case Frezze. Finito l'asfalto seguiamo l indicazioni per Zelant, risalendo la val di Botte fino ad un tornante, dopo il quale la strada passa sul versante opposto e, dopo un falsopiano, comincia a scendere. Discesa veloce su sterrato battuto. I canali di scolo che tagliano la strada invitano al volo. Al quadrivi presso la localita' "da Geppo", giriamo a sinistra in una curva a gomito. Comincia la parte piu' avventurosa.
Seguiamo le indicazioni del sentiero "1" tracciato spesso in rosso. La strada si restringe e il fondo peggiora. Giungiamo, dopo circa un km nel bosco, presso un ruscello che attraversa il sentiero. Qui' dobbiamo scendere dalla sella e portare la bici in spalla per qualche centinaio di metri in salita. Le indicazioni "1" dipinte in rosso su massi e alberi ci permettono di riconoscere la direzione. Seguiamo il sentierino fino ad un tornante, dopo il quale proseguiamo su prato lasciando a destra una casa e sbuchiamo su una strada sterrata che abbandoniamo subito per un sentiero su fond erboso sulla sinistra. Pian piano il viottolo si allarga e sbuca sulla strada che porta al passo Praderadego dopo circa 1 km di salita. La trattoria "ai Faggi" ci accoglie per un po' di ristoro.
La discesa da Praderadego e' quasi completamente asfaltata, ma molto panoramica. Ritorniamo in provincia di Treviso. Si scende a Cismon di Valmarino. Un'occhiata al castello di Castelbrando a sinistra (meriterebbe piu' di un'occhiata ...), poi si segue la privinciale a sinistra fino a Tovena.

 

 

Ultimo aggiornamento ( lunedì 18 agosto 2008 13:23 )
 

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