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Pagina 1 di 2 Luogo: Massiccio del Monte Grappa (TV) Lunghezza: 43 Km circa Dislivello: 1500 m circa Quota massima: 1532 m s.l.m. (Passo Archeson)
Caratteristiche Tecniche: Il percorso e' in gran parte asfaltato, anche se sono disponibili varianti sterrate per i piu' avventurosi. Piu' o meno il percorso consiste in una prima parte di salita di pendenza abbastanza elevata, con tre-quattro strappi piuttosto impegnativi, un breve anello sterrato di saliscendi e una discesona finale. Nel tratto intermedio ci sono tratti tecnicamente interessanti e divertenti. Oltre a pedalare: Il panorama e' molto spettacolare. Dopo un'ora circa di salita si scollina sul M.Tomba e si apre lo scenario delle Dolomiti bellunesi a Nord, mentre a sud (col cielo limpido) si puo' vedere l pianura della marca trevigiana e la laguna di Venezia. Dopo un'ora e mezza circa, a quota 1200, sul M. Pallone e' obbligatoria una sosta per ammirare i lavori di restauro delle trincee, grotte e rifugi della Grande Guerra, recentemente sistemati dal gruppo Alpini di Possagno. Sulla Cim Mandria (Passo Archeson), 1500 metri circa, si arprono scorci sulla valle del Piave ad est, sulla valle dee Mure a Nord, che divide la cima dal Grappa, sui dirupi delle Meatte a nord ovest. A sud, come sempre, la vastita' della pianura trevigiana. Nelle giornate piu' limpide sono visibili i colli Euganei e gli apennini. Meritano una visita le "Malghe", antiche costruzioni per l'alpeggio estivo. Da Maggio a Settembre sono abitate da allevatori e dal loro bestiame (mucche da latte e pecore). Da assaggiare il tipico formaggio "Morlak". Il percorso: La salita inizia da Pederobba, verso il Monfenera. I primi 6 km sono sul versante sud, si vede la Valcavasia con i colli asolani. La salita non e' facilissima ma piuttosto costante, con tratti pianeggianti che permettono di prendere fiato. In uno di questi tratti ci si trova sulla cima di una parete verticale (ben protetta) che da sulla valle del Piave. Si puo' ammirare la vallata di Segusino e l'inizio delle prealpi di sinistra piave. Dopo 6 km, finalmente sul Monfenera. Il Monfenera e' una distesa d'erba che declina verso la Valcavasia a sud e la valle di Alano (BL) a nord. La visuale spazia dalle Dolomiti alla lagna veneta. Arrivati alla chiesetta del Monte Tomba si puo' proseguire sullo sterrato, che prosegue sulla sommita', molto piu' panoramico della statale asfaltata. Si sbuca sulla statale che sale da Alano. Dopo 4 tornati ravvicinati che fano prendere fiato (siamo sui "Brendai"), ci si alza velocemente superando qualche strappo impegnativo Il fianco del monte e' molto ripido, ma ben protetto. Si incontrano le strade secondarie che collegano ai paesi dela valle. All'incrocio con la strada che sale da Paderno, qualcuno (molto tempo fa') si e' inventato uno spartano monumento all'abilita' che le capre dimostrano in questi pendii. Il punto e' da sempre chiamato "salt dea caora" (salto della capra). Girandosi a nord si vede un ottimo scorcio della Cima Grappa e dell'inacessibile parete delle "Meatte". Un altro paio di tornanti ravvicinati con muretti a secco portano al rifugio del Monte Pallone. E' d'obbligo una sosta. Recentemente sono state restaurate le trincee, gli appostamenti e le grotte scavate durante la grande guerra. Questo era il fronte italiano, come spiegano le targe sui cippi del rifugio ( cippo commerativo del 1994, commemorazione del 2004 in italiano, commemorazione del 2004 in tedesco<, la croce, le trincee, il rifugio ). Arrivati in cima all'Archeson (Cima Mandria), una sella da cui si puo' scendere nella splendida Val dee Mure. Il percorso che ora descrivo subisce una leggera modifica dovuta al fatto che quando l'ho fatto la neve impediva il passaggio verso la valle. Dicevo, arrivati sul passo, si puo' prendere il sentiero d'erba appena accennato. Il sentiero parte sulla destra, di fronte ad un rudere, che un giorno fu un albergo, e che cosi' e ' tutt'ora conosciuto da queste parti. L'albergo fudistrutto dai fascisti perche' ospitava partigiani, o il contrario, non ricordo. Dalla parte opposta della piccola valle solcata dalla strada asfaltata (sotto al sentiero), si scorge la malga Archeset. Si prosegue a mezza casta lungo questa piccola valle, con la neve che colora i pendii e qualche segno della presenza umana attorno. Di fronte la valle si apre e si vedono strade sterrate e case di montagna. Con la bella stagione questo percorso puo' subire infinite modifiche, come ci si acorge da quassu'. Il sentiero, con la neve, e' quasi impraticabile, ma dove il sole scioglie la neve, sbocciano distese di crocchi bianchi e viola, radi e fitti. Verso est, il massiccio del Grappa continua fino al Col dell'Orso, che, come abbiamo visto sul Monte Pallone, e' stato i l punto in cui l'esercito Italiano ha fermato gli austriaci nella pima guerra mondiale. Dopo un po', la neve era cosi' compatta e scivolosa, che mi sono rotto le scatole di spingere la bici, quindi mi sono diretto verso la cima alla destra con l'intento di scendere sul versante sud. Ad ogni metro che si guadagna in altezza, si scoprono nuovi panorami. Sulla cima ... sorpresa! Si cende proprio sopra la malga Paradiso. Ma prima di scendere un paio di foto a laBimba sulla selletta segnata da un piccolo sentiero. Scendo veso la malga. Una strada sterrata che proviene dalla Val Dee Mure e prosegue verso la "bocca della forca". Lo sterrato si copre d'asfalto e neve subito dopo la malga. Sulla destra, in posizione soleggiata, si scorge la malga Piz, che sara' la nostra prossima meta. Lungo la strada si possono aprezzare splendidi scorci e vasti spazi. Si raggiunge la malga Piz, che merita una sosta e una visita. Il complesso e' formato da diversi piccoli edifici. Sembra piu' una piccola fortezza piuttosto che un malga. D'estate si puo' comperare dell'ottimo formaggio artigianale montano, il "morlak". Proseguiamo sulla strada sterrata da cui siamo arrivati fino alla Cima Mandria. A sud e' visibile la strada asfaltata da cui siamo arrivati. Proseguiamo verso lo strano edificio religioso che si vede a sud-est. Dopo aver goduto della splendida vista, scendiamo sul sentiero erboso, molto tecnico e divertente. Prima di scendere visitiamo anche la malga Doc. Sui pendii ancora crocchi. Ora ci aspetta una lunga discesa, ma prima un'ultima occhiata.
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