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06 | 02 | 2012
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Trevisomarathon 2008: una e trina PDF Stampa E-mail
Scritto da Abro   
lunedì 28 aprile 2008 14:40

Partenza a VidorAl parcheggio della fiera è ancora buio quando arrivo.

Salgo sul primo autobus per Vidor che per partire attende che siano occupati tutti i posti a sedere.
L'ondeggiare dell'autobus mi culla per quaranta minuti, mentre fuori albeggia. Vorrei tanto non aver perso il lettore mp3 portatile ...

Siamo i primi a giungere a Vidor. Sono le 7.15 il sole si è alzato in fretta. I megafoni stile vecchia compagna elettorale sparano canzoni stile vecchia sagra della salciccia sulle orecchie dei vidorensi assonnati. Li immagino rassegnati, sotto alle coperte, che pensano "Vabbè, per una volta si può anche sopportare", mentre stabiliscono un onesto orario per la sveglia, che permetta loro di assistere ad una evento "unico ed irripetibile", senza trascurare il riposo festivo, decurtato dall'arrivo dell'ora legale.

Vidor, partenzaPasseggio lungo il percorso, prendo un the, sosto in bagno, scatto qualche foto ... non posso non fare confronti con il caos e l'accoglienza da profugo della venice marathon.
Per il solo fatto di aver equidiviso i 7.200 iscritti nelle tre partenze, il ritmo di preparazione è molto più umano e accogliente di qualsiasi altra maratona abbia mai partecipato.

Piano piano via Marconi si popola. Incontro un sacco di amici e persone che conosco. Questa è veramente la prima maratona dei trevigiani! Assicuro tutti che non proverò nemmeno a tenere il loro passo. Sarebbe in suicidio. Faccio il turista, quest'anno.

Lo speaker comincia a chiamare le autorità e gli ospiti della manifestazione sul palco. Quasi tutti gli ospiti sono in qualche modo in relazione con gli eventi bellici avvenuti in queste terre tra il 1915 e il 1918. Li si riconosce per l'età, il vestito formale con varie medaglie al valore e un vistoso lasciapassare.

Vidor, partenzaConsegno la sacca degli indumenti. In pantaloncini e maglietta, alle 8 del mattino, basta cercare di stare al sole per sentirsi a proprio agio. A dieci minuti dalla partenza si intensificano i passaggi degli aerei d'epoca. Il passaggio dello SPAD di Francesco Baracca che traccia un tricolore sul cielo segna il momento della partenza.
Per più di un km la gente è affollata alle transenne.
L'emozione è molto forte e provoca brividi più della brezza prealpina.

Seguendo la provinciale 34, si oltrepassa Bosco di Vidor e si entra nella zona industriale, dove abbondano le industrie, di mobili soprattutto. Si devia a nord verso Moriago, si passa il centro abitato. Fuori della chiesa una schiera di 15 chierichetti con le vecchie vesti bianche e nere (molto coreografico!). Sembrano aver marinato la messa.

Altro bagno di folla a Sernaglia della Battaglia. Proprio in centro un concorrente della categoria quadrupedi si emoziona e decide di fare la cacca in mezzo alla strada proprio davanti a me, costringendomi ad un improvviso cambio di direzione. Già da qualche anno questo cane partecipa alla corsa, accompagnato al guinzaglio da una ragazza.
Verso Colfosco di SuseganaDalla piazza si torna a sud verso Falzè di Piave.
Discesa verso l'incorcio con la provinciale 4 proveniente da Follina. Comincia un tratto abbastanza lungo di lenta salita. Ai bordi della strada i festoni e i cartelloni del "Gruppo Allegria", un simpatico gruppo di Barbisano che ogni anno organizza una bellissima caccia al tesoro alla quale anche il "Noi Ci Siamo" contribuisce all'organizzazione.
Affronto la salita con prudenza, riuscendo a non soffrirla. Dopo Colfosco si scende ancora. Incontro un cartello luminoso che segnala la velocità: 9 km/h.
Dopo Susegana si comincia a sentire il profumo di festa. Passo la mezza dopo 2 ore e un quarto in buone condizioni. Biblicamente me ne compiacccio.

Vicini al 23simo km si respira l'aria di festaggiamenti. Sono già a Ponte della Priula. Prima della rotonda in cui avviene la riunificazione dei percorsi ci viene dato un cappello: verde per noi da Vidor, bianco per chi viene da Vittorio Veneto, rosso per i provenienti da Ponte di Piave.
Ponte sul PiavePercorro la leggera salita che porta al ponte tra due file di cipressi e di folla. Ai lati del ponte, a sinistra e a destra, due schiere di alpini e brsaglieri con bandiere e stendardi vari.
Alla fine del ponte mi aspettano Mlù e Sabine per un breve saluto e un video a perpetua testimonianza.

E' dopo il ponte sul piave che si contano i morti, alla Trevisomarathon. Dopo il viale in discesa con i cipressi, percorso da tutti sull'onda dell'entusiasmo, in molti cambiano ritmo e una falcata ampia ma stanca prende il posto della corsa.

Al mio ritmo costante di corsa leggera supero coloro che hanno cominciato a camminare. Il pensiero che il momento più emozionante è stato superato potrebbe inizialmente scoraggiare, ma quando incontro la segnalazione dei 27 km, mi rendo conto di essere quasi a tre quarti di gara. Le emozioni e gli avvenimenti degli ultimi km, hanno scolorito il tempo, rendendo invisibili gli ultimi 12 minuti. Emotivamente, è come aver percorso 3 km gratis, senza far fatica.
Solo emotivamente, però.

Incontro Tiziana, poco dopo il punto dove l'avevo incontrata l'anno scorso. Tremendamente costante. Per la verità mi aspettavo di incontrare anche altri amici, che sono al primo tentativo sui 42 km. Ed invece tutti hanno corso molto, molto bene. I quattro al debutto hanno concluso tra le 4 ore e 10 e le 4 ore e mezza. Cosma, Serena, Sebastiano e Mauro tra i 3:55 e 3:29. Chi più chi meno, tutti in costante miglioramento.

TrevisoGrazie alla costanza del mio ritmo riesco ad arrivare ai 30 senza particolari difficoltà. Probabilmente le due uscite da 150 minuti di qualche mese fa stanno dando i frutti.
Al 32esimo, però, cedo. Dopo lo spugnaggio fatico a riprendere la corsa e decido di camminare. Ho percorso i primi tre settori da 10 km alla media, rispettivamente di 6'14'', 6'24'' e 6'11''al km. Percorro gli ultimi 12 km alla media di 7'34''. Quest'anno non c'è nessuno a farmi coraggio nel finale. Riposo un po' nel rettilineo verso porta San Tommaso, tanto per fare gli ultimi km di corsa ... c'è gente, non si può mica fare brutta figura!

Passare sotto Porta San Tommaso, da sempre i brividi, ogni anno, ogni volta che ci penso, anche quando scrivo queste righe ... anche quando le rileggo.
Vedo di sfuggita Mlù e Sabine nell'ultima curva. Le gambe partono da sole in uno scatto. Chissà dov'è nascosta quell'energia.
Si attiva senza comando. Si sente scendere dal petto ed è irrefrenabile. Le gambe sembrano una spugna che velocemente si imbeveno di adrenalina. Non ha senso pensare che il male alle gambe di domani, sarà dovuto a questi 200 metri di scatto più dei rimanenti 41,995 km a velocità costante. E' il piacere di finire in rimonta, di spendere tutte le energie, di sentirmi profondamente stanco, di avere, finalmente, il fiatone!Treviso
E' impagabile la sensazione di poter finalmente distendere le gambe, in una falcata ampia, da corsa vera, non più con l'obiettivo del massimo risparmio e senza la preoccupazione di ritrovarsi senza energie.
Eppoi il sole, il vento leggero e in sottofondo il pensiero che il prossimo anno probabilmente non migliorerò il mio tempo, ma comunque avrò una tifosa in più.

Quanti amici in questa Treviso marathon! Perfino la coda per la pasta, chiaccherando in compagnia, passa in fretta. Ritrovo praticamente tutti quelli che conoscevo. Tutti soddisfatti e contenti, neanche avessero condito la pasta con erbette jamaicane ...

Appuntamento al prossimo anno. Per gli organizzatori sarà una grande sfida: dovranno trovare il modo di attrarre i corridori, pur non potendo garantire la particolarità dei tre percorsi di quest'anno, che più volte è stata dichiarata IRRIPETIBILE!

Video: http://www.youtube.com/view_play_list?p=F59791F49EB31F60

Foto:  http://picasaweb.google.com/abro.pek/Trevisomarathon2008

Ultimo aggiornamento ( lunedì 20 aprile 2009 14:25 )
 

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