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19 | 05 | 2012
Trevisomarathon 2007 PDF Stampa E-mail
Scritto da Abro   
martedì 08 gennaio 2008 12:30

Nuovamente ... la stessa

Da mesi l'organizzazione ha seminato per la provincia gli striscioni con lo slogan
"Trevisomarathon 2007, la maratona che fa primavera!".
"Eccola, la primavera!" ho pensato la notte della vigilia,
svegliato dalle raffiche di vento e pioggia che si abbattevano sugli scuri.
Il sole primaverile c'era stato fino alla settimana prima.
Ora mi stavo rassegnando a correre la mia prima maratona annacquata.
Eppoi c'è chi dice che non ci son più le mezze stagioni.

Ci sono eccome, solo che arrivano quando pare a loro.
Alle 6.20 arriva l'autobus e trovo posto in seconda fila.
Mi fa compagnia un signore 60enne che puzza terribilmente di aglio.
Mi ricorda tanto il viaggio della prima maratona, assieme a Marco.
Pensavo che la convinzione che l'aglio prevenga l'infarto fosse una sua fantasia.
Invece c'e' qualcun altro (anche ben esperto) che ci spera.
Mi dispiace non esser riuscito a dialogare col signore, ma è da masochisti stimolarlo alla loquela.
Non ne ha bisogno, tra l'altro, vista la sua esuberanza nel mettermi a conoscenza dei dettagli della sua vita,
e pure nell'invadere i miei spazi quando si affacciava ai seggiolini davanti a noi per parlare ai suoi amici.
Le nubi grige s'interrompono proprio sopra Vittorio Veneto, sui cui splende una luce confortante.
Quest'anno si parte appena fuori dal centro.
Non ci sono più gli alti edifici ai lati del viale e questo permette di ammirare i monti impandoriti del bosco del Cansiglio.
Sulle colline più basse spiccano chiesette e croci, costruite sugli speroni di una roccia differente
dal bianco dolomitico a cui sono abituato. Roccia carsica, tra il rosso, il marrone e il grigio.
Arrivo con il primo autobus, la zona di partenza è deserta.
M'infilo nel primo bagno chimico che trovo e quando esco scopro che era destinato
ai "top runners" (TOP runners! ... non TAP runners... ).
Il viale di partenza e' in leggera discesa. Ci si vede tutti. Siamo in tanti.
Al via saluto un collega di lavoro, un amico che corre per la prima volta col petorale dello zio infortunato e Cosma,
un amico di Possagno.
Non vedo Seba, sempre più lanciato, che ha dichiarato meno di 4 ore e corre nella gabbia prima della mia.
Si parte puntuali.
Usciti da Vittorio Veneto affrontiamo la parte più noiosa e deserta.
Resto costante sui 5 miunti e 20 a km e arrivo al decimo km alle porte di Conegliano dopo 54 minuti.
Sono soddisfatto e mi sento bene.
Accolgo con soddisfazione gli applausi e gli incitamenti del pubblico che affolla il centro della città.
Per almeno 5-7 km si corre tra il pubblico.
Difficile trovare un'altra maratona così.
Incontro e supero Tiziana un'amica del NCS che corre per le "Lepri Stanche Vidor".
Mi dice che sta bene, ma colgo per lo meno preoccupazione nel suo volto.
Si arriva a metà percorso senza sorprese.
Mi sento chiamare da due tre sagome chiuse nelle giacche a vento.
Li guardo un po', non li riconosco e mentre sto per salutarli sulla fiducia riconosco
la risata di Marco e mi accorgo che a fianco c'è Samuela.
Forse c'era anche qualcun'altro che si sbracciava ...
Rifletto un attimo sul loro abbigliamento e solo ora mi accorgo che il tempo è cambiato, pioviggina e fa un po' più freddo.
Ponte della Priula, si attraversa il Piave.
Sul ponte sventolano le bandiere di molte nazioni.
Per la verità non ho capito il criterio della scelta e dell'ordine.
La prima era del Giappone.
Come ogni anno, sulla salitina la commozione mi provoca i brividi.
Subito dopo mi accorgo che il tempo al km sta leggermente aumentando e le mie pulsazioni sono già oltre 170.
Ora comincia il bello.
Cerco di assecondare il naturale rallentamento e di approfittare di più dei rifornimenti, che fino ad ora ho un po' trascurato.
Dal 28esimo km comincio a sentire le gambe legnose.
Al 30esimo faccio rifornimento camminando.
Provo grande soddisfazione nel mangiare una zolletta di zucchero e subito dopo mi pento di non averne preso ancora.
Mi rendo conto di non essermi alimentato bene.
Cammino per qualche altro tratto e al 35esimo mi prendo tre zollette e due spicchi di arancia.
Sono in difficoltà.
Mi passa il vecchio in mutandoni, che ormai incontro ovunque corro.
L'avevo superato appena fuori Conegliano, al 18esimo.
Cosma mi passa mentre sto camminando e mi incoraggia.
"Dai che siamo al 38esimo!".
Riesco a riprendere a correre e piano piano mi accodo a lui.
Passiamo il 37esimo appaiati.
Esatto, il 37esimo; non so se si è sbagliato o lo ha fatto apposta per incoraggiarmi.
Ha ancora un passo in spinta, nonostante siamo alti uguale (vabbe', bassi uguale)
mi ci vogliono quasi due passi per farne uno suo.
Lo si vede anche dalla struttura fisica, lui è molto più potente.
Non ci diciamo una parola fino al 39esimo, quando si intravede porta San Tommaso.
"Dai che ci siamo" dico piano.
Mi da molto coraggio vedere le mura.
Non riesco a trattenermi, mi giro e vedo Cosma che mi dice "Vai, vai".
Gli dico "Non mollare! Ci siamo".
Mi giro e faccio il mio passo.
Gli occhi sono umidi e ho la vista appannata per il calo di pressione.
Una leggera sensazione di distacco, se non fosse per il dolore alle gambe.
Guardo i volti del pubblico. Tutti sembrano conoscere o aspettare qualcuno.
Attraverso le mura.
Sento solo i miei passi.
C'e' poca gente in questo tratto.
Gocciola con insistenza.
In una curva leggera a sinistra li vedo tutti e tre: Mlù, Frantz e Sabine.
Si vede che si stanno dirigendo verso il traguardo e guardano i corridori.
Non mi viene in mente ne un nome da chiamare ne una cosa da dire in queste situazioni, così urlo "hey!".
La presenza di amici fornisce un po' di coraggio che involontariamente accelera il passo.
Ma siamo appena al 40esimo, è troppo presto per lo sprint.
Poco dopo mi trovo ancora a camminare.
Ogni tanto sento i fischietti dei pacer delle 4 ore alle spalle.
Non si puo' mollare adesso!!
Si passa per piazza dei signori nel verso opposto rispetto l'anno scorso, così come il viale dell'Università.
Non è più come ricordavo ...
Ultimi cinquecento metri. Cerco un ritmo sostenibile che mi permetta di arrivare spremuto ma senza camminare.
Mi fanno male le gambe. Sento un crampo continuo.
Fatta l'ultima curva a duecento metri dal tragardo sento lo speaker annunciare l'arrivo di un 65enne.
Penso che sicuramente è il vecchietto in mutandoni.
Mi ha battuto anche questa volta, il nonnetto.
A cento metri sento le voci di Frantz e Mlù (c'erano davvero o è solo fantasia?).
Fisso nella mente il cronometro sul traguardo dove (per la prima volta) non compare un 4 come prima cifra.
Sono soddisfatto.
Mi piego e respiro profondamente guardando l'asfalto per dar sollievo alle gambe.
Gardo i concorrenti che stanno arrivando, aspetto Cosma.
Arriva a 3.59.31!
Gli dico che ce l'ha fatta, che gli devo una birra enorme.
Anche lui aveva l'obbiettivo di star sotto le 4 ore.
Poi vado incontro a Mlù che vedo oltre le transenne.
Ormai quinta d'italia per numero di partecipanti, la "mia" maratona
meritava partenza e arrivo spaziosi, capaci di gestire l'affluenza
e far fronte al probabile aumento dei prossimi anni.
Personalmente ho trovato ancora un po' di confusione nell'organizzazione,
ma credo sia dovuto al fatto che arrivo sempre assieme alla maggioranza dei corridori.
Quest'anno per di più pioveva.
Con una logistica come quella dell'anno scorso la situazione sarebbe stata senz'altro più critica.
Pian piano si sta arrivando anche al pagamento completo dell'iscrizione.
Questo è il primo anno che pago per correre, anche se, in compenso,
essendo arrivato sono iscritto di diritto anche il prossimo anno.
Non si può nemmeno dire he la TVmarathon sia cambiata, che non è più quella di una volta,
che ha perso fascino, che quest'anno la birra San Gabriel è troppo amara, ecc.
Ne ho sentito più di uno che si lamentava.
Anche a me piaceva arrivare sotto la torre dell'orologio in Piazza dei Signori.
Era fantastica quell'ultima salitina sul pavè.
Però ... forse la TVmarathon sta maturando ...
D'altronde nemmeno Iggy Pop scrive più le canzoni di una volta ...
Da apprezzare, poi, il fatto che l'organizzazione non crea strappi col passato, ma ci sta abituando al cambiamento.
Personalmente non mi sento tradito, come sentivo da qualcuno.
I cambiamenti mi permettono di separare il presente dal passato.
Non mi piacciono i tentativi di ripetere all'infinito qualcosa che è già venuto bene una volta.
In ogni caso, anche quest'anno è stato molto emozionante.
La partenza sopratutto, e' la modifica più riuscita.
Tanto spazio, tanto verde e un panorama fantastico.
L'arrivo non ha lo stesso fascino, è vero,
però si fa un km in più in città ... sul pavè ....
Con il sole, il prossimo anno, sarà tutt'altra cosa, c'è da scommetterci.
Alla prossima primavera!

~°~°~°~°~°~°~°
P.S.: ho deciso di non pagare più Fotosprint per le foto.
Quindi ... se me le manda le pubblico, altrimenti,
dovrete accontentarvi dei primi piani autoprodotti
delle vesciche dei miei piedi su:

 

 

 

Ultimo aggiornamento ( mercoledì 09 gennaio 2008 09:31 )
 

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