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Scirocco in laguna Quando si e' costretti a svegliarsi e partire da casa col buio, un piccolo motivo di soddisfazione e' poter vedere l'alba. Una nebbia come quella di domenica 22 ottobre, pero', nega anche questo piccolo piacere. Mi accorgo che s'e' fatto giorno uscendo da un bagno chimico alla partenza di Stra'. Sono entrato dopo aver atteso solo 3 persone, sono arrivato alla partenza tra i primi, con il primo autobus.
Consapevole che la priorita' e' il bagno, mi rinchiudo dentro mi trovo nel buio piu' assoluto. All'uscita, grazie al fatto che gli occhi si sono ormai abituati all'oscurita', mi assale una luce diffusa, senza origine ne direzione. Ma quello che piu' mi colpisce sono gli sguardi di una moltitudine di persone, sopraggiunte all'improvviso grazie ai pulman che incessantemente li riversano davanti alle ville della riviera del Brenta. Assiso al terzo gradino verso il trono che per qualche minuto e' stato mio, soddisfatto per averli preceduti, mi soffermo a raccoglier le invidie di questo esercito, che sembra schierato come una truppa romana prima di una battaglia. Durante i pochi minuti di reclusione s'e' fatto giorno. E' gia' ora di cambiarsi. Clima tiepido, umido, ma non afoso. C'e' scirocco a Venezia, mi dicono, ma non so cosa questo comporti. Il sovraffollamento mi rende nervoso, mi dirigo subito alla partenza. Quest'anno si parte in curva, proprio di fronte a Villa Pisani. Appena prima ho avuto modo di scrutare da un cancello chiuso un fantastico parco con villa e piscina, che con le dovute proporzioni potrei paragonare alla reggia di Caserta. Davvero bello partire da qui'. Chiuso nella gabbia dei medio-scarsi, vedo passare nell'altra riva del Brenta i super-fighi che corricchiando stanno per raggiungere la partenza. Impressionanti i keniani filiformi che corrono con le spalle protese in avanti. Sono pelle e ossa, sembrano dei bastoncini basculanti. Se qualcuno li facesse cadere tutti a terra, uno sopra l'altro, si potrebbe fare una partita a shangai ... Gli italiani fanno comunella in testa al gruppetto, forse per raccogliere gli incitamenti del pubblico. Davanti sentono uno sparo e partono. Dopo qualche minuto partiamo anche noi. Quest'anno non e' passato l'elicottero della tv. La partenza e' stata trasmessa in differita. Lo scenario e' come sempre fantastico. A sinistra si alternano ville maestose, mentre a destra scorre il Brenta. Le curve del fiume permettono di osservare il serpentone umano ed avere un'impressione della quantita' di corridori. A causa della distanza e dell'assenza delle mie diottrie sintetiche che riposano sul comodino, quest'occhiata non puo' che essere anonima. So che alcuni amici sono presenti, ma fino ad ora non ho visto nessuno. Dopo il primo km, relativamente lento (6 minuti) mi lascio prendere dalla smania di strafare e comincio ad inanellare tempi esagerati per le mie condizioni. Viaggio intorno ai 5'20''-5'30'' per i primi 20 km. Tutte le considerazioni fatte i giorni precedenti vengono puntualmente dimenticate. Lascio perdere la razionalita' e mi lascio accecare dalla emotivita'. Corro senza pensare a quanto potra' durare. Elaboro alcune sentenze che vorrebero fungere da giustificazione per il mio comportamento: #1: magari ho una forma straordinaria e non me ne rendo conto, sono diventato improvvisamente fortissimo!! #2: l'adrenalina del grande evento mi permettera' di tenere ritmi piu' elevati di quelli degli allenamenti #3: Anche se non ce la faro' e faro' molta fatica voglio godermi questo momento di "follia" ma in fondo ... perche' cercare giustificazioni quando ci si diverte? Alla mezza mi sento bene, anche se affaticato. Comincio a credere un po' al grande risultato. In fondo, fino ad ora avevo sempre corso con al massimo una settimana di astinenza dalle sigarette. Si entra a Mestre, comincia ad esserci parecchio pubblico ai lati della strada. In precedenza i centri affollato con band prevalentemente hard-rock erano intervallati da ampie zone indistriali scarsamente abitate, e per cio' piuttosto tristi. Al 28esimo km, poco prima del parco di San Giuliano comincio a sentire i crampi. Capisco che la pacchia e' finita e adesso bisogna tirare a campare. Come se non bastasse cominciano le salite: quella del ponte per entrare nel parco (dondolava da far venire il mal di mare ...), quella all'interno del parco e un paio sul raccordo verso il ponte della liberta'. Il parco di San Giuliano e' una novita' di quest'anno. Azzeccatissima. Si ha un panorama perfetto sulla laguna, che sembra vicinissima, si corre su una pista ciclabile stretta che procede a zig-zag nel prato. Molto bello. Il ristoro del 30esimo km e' alla fine del parco. Mi rifocillo abbondantemente camminando per un po'. Quando riprendo a correre mi sembra di aver superato la crisi, ma dopo un paio di km sono nuovamente a pezzi. Mentre negli anni precedenti il ponte della liberta', che collega Venezia alla terraferma, mi demoralizzava, questa volta lo supero abbastanza bene, anche se cammino per la meta' della distanza. Il rifornimento del 35esimo km, proprio a meta' ponte mi da un passeggero senso di benessere, che so essere solo un'illusione per un traguardo raggiunto. Anche il cervello comincia ad abbandonarmi e comincio a pensare a idiozie, come ad esempio: "Perche' disegnare i cerchi nel grano se poi si mangia la polenta a fette?" I saliscendi che si affrontano dopo il ponte accrescono il timore dei crampi. Li sento mordermi i polpacci, pronti a bloccarmi se solo accenno ad un saltino sul marciapiede o ad una accelerazione. Le discese sono meno benvenute delle salite. In discesa le vescicole sulle punte delle dita si schiacciano sulla punta delle scarpe. Molto fastidiose. Tanto da costringermi ad affrontare alcuni pezzi di scesa quasi camminando. "Comandano loro!" Quasi non mi accorgo del 50enne dall'accento toscano che mi cammina a fianco in una tuta nera. Vedendomi perplesso si chiarisce. "I crampi. Comandano loro. Ce la farei a correre un po', ho fiato da vendere, ma son loro che mi costringono a camminare." Dopo un po' riprendiamo entrambi a correre, ma lui si ferma subito: "No, niente da fare". A parte la disgraziata idea di segnalare il numero di ponti rimanenti all'arrivo, cosa che invece di far coraggio taglia completamente le gambe, gli ultimi due km sono davvero esaltanti. Il marciapiede lungo il canale della Giudecca e' bagnato. In alcuni tratti ci sono pozze abbastanza profonde. C'era scirocco stamattina, quindi, ... acqua alta. Qualcuno me l'aveva detto, alla partenza, ma non ci avevo piu' pensato. C'e' un tocco di veneXianita' in piu', con l'acqua alta. Accelero piu' che posso, sento tanta confusione, le voci e i rumori si fondono. Una personale radiazione di fondo. 300 Kelvin invece dei canonici 3 ... Conto alla rovescia per le 4 ore e 15, corri, corri, salta sulle pedane dei ponti, rumore come se si rompessero, occhio alle pozzanghere, supera a destra, poi a sinistra, grancassa, trombone ... sotto al traguardo ... Respiro forte con la bocca. Qualche colpo di tosse. E' finita. Ora non c'e' nessun motivo al mondo per dover fare qualcosa di fretta. Nemmeno la pipi'. |