From : "Abro" To : ??? Cc : Date : Tue, 28 Jun 2005 09:32:04 +0200 Subject : Perturbazioni balcaniche Domenica pomeriggio sono tornato presto a Mogliano per tagliare l'erba del giardino. Fin qua', niente di strano. Alle 8.30 vado da Cico a prendermi una pizza, soddisfatto del risultato della della tosatura. Mentre aspetto guardo gli opuscoli al banco. Festival a Jesolo, il solito di ogni anno, 20 euro + prevendita, circuito Ticket One. Che schifo. Peccato perche' ci sono Afterhours e Tre Allegri Ragazzi Morti. Poi vedo un volantino molto freakkettone: "Summer Nite Love Festival", Festa delle Culture, organizzato da Ombre Amplificate. Do' uno sguardo ai gruppi, mi colpisce uno in partcolare: "Kocani Orkestar". Alla faccia, la Kacani Orkestar a Mogliano? Parco delle piscine a Mogliano, non so bene dov'e' ma credo qui' vicino. Domenica 26 giugno ... e' oggi. Ore 21 ... e' adesso. Per 5 secondi penso "Peccato, a saperlo prima ...", poi vedo due paroline magiche che mi convincono a non perdere l'occasione: "Ingresso gratuito". Torno a casa quasi correndo, mangio la pizza sudando per il caldo e parto a piedi a casaccio alla ricerca del parco delle piscine. Dopo 20 minuti trovo il parco e mi ci infilo. Sono le dieci. Non hanno ancora iniziato. La festa non e' molto grande e non c'e' molta gente. Mi chiedo se ho letto bene l'opuscolo. Non mi sembra vero che sia la Kocani Orkestar. C'e' uno stand di cucina balcanica e uno di cucina magrebbina. Mi dispiace aver gia' mangiato. Gironzolo un po', guardando le bancarelle. Vedo i ragazzi che portano in giro le pizze da Cico, sono tutti qui', ma non vedo altre facce note in giro. Poi entra la Kocani Orkestar e la gente sembra raddoppiata. Da dove sono sbucati? Iniziano alla grande con i loro pazzi virtuosimi con i fiati. Si sente che e' la loro musica. Farcita fino alla nausea di orpelli e ghirigori, sovrabbondante, esagerata. Sembra di vedere il vecchio di "Gatto nero, gatto bianco", con denti d'oro e medaglioni giganti e luccicanti. Cosi' e' la loro musica, non possono fare armonia e ripeterla nel modo piu' preciso possibile. Devono storpiarla, esagerarla, portarla oltre, verso la distonia e il rumore. Strano! Bello! Esagerato! "Grazia, belo publico", il primo pezzo e' durato un quarto d'ora. E' fantastico. Hanno fatto la colonna sonora di un film "leone d'oro" a Venezia, hanno suonato in tutto il mondo, nonstante la loro musica non sia mai stata di moda. Parlano ben l'inglese e il tedesco, con l'taliano se la cavicchiano. Sono in sette. Cinque fiati e due percussionisti. All'estrema destra un signore sulla cinquantina con grancassa e piatto. A suo modo ha cercato di vestirsi in modo elegante, con braghe di tela marroni e camica bordo' a maniche corte, spettinato. E' sempre in piedi con al collo un bidone di tela di bue, saltella quando suona, e' un po' comico. Alla sua sinistra un Marocchino suona il bongo (credo si chiami cosi'), in jeens e polo. Poi il tizio al trombone. Sono enormi entrambi, sia lui che il trombone. E' calvo e pallido, con occhi chiari. Sta seduto, con pantaloni e camicia grigio topo chiaro, a gambe divaricate, per lasciare spazio ad una pancia straripante, gonfia. Ha pochi denti, non parla, ma ha un sorriso da gran simpaticone. Per tutto il concerto ha mosso solo le tre dita che servivano per suonare, tranne nel momento in cui e' stato presentato al publico. Si e' alzato in piedi sollevando in alto il trombone e, avvicinandosi al pubblico (con grosse difficolta' di deambulazione), ha mostrato un larghissimo sorriso a cinque denti. Tutto cio' con estrema lentezza, facendo temere l'imminenza di un infarto. Il suo, naturalmente. Al centro un trombettista, che parlava al microfono e intratteneva la gente tra un pezzo e l'altro. Poi, una tromba soprano. Poi un tipo che suonava sax, piano e flauto, molto giovane e timido. Infine all'estrema sinistra il "maestro", cosi' lo chiamavano tutti, che teneva la tromba con le dita grasse come fosse uno stuzzicadente tra i denti di una ruspa. Pelato e rotondo, con pantaloni sotto il ginocchio e la pancia che gonfia la camicia un po' aperta sul petto facendo intravedere l'ombelico. Mentre suona si dondola, sembra cicciobello cannoniere. E' il capo, e' lui che presenta tutti e si fa presentare per ultimo. "E adesso tuti danza!" Finito un pezzo riattaccano con un altro, partendo subito con le urla delle trombe che sembrano impazzite, o stonate. Alcuni sembrano avercela messa tutta per essere eleganti, altri sembrano indossare gli stessi vestiti da un mese. Hanno detto anche i loro nomi, ma non riesco a ricordarli. E' una questione di formato, non riesco ad immagazinare i termini slavi nei miei neuroni. E' come cercare di versare dell'acqua con un cesto di vimini, o aprire un file binario con il blocco note. Da brividi il pezzo colonna sonora di "Gatto nero, gatto bianco". Nel film e' molto pulito, dal vivo il motivetto (semplice) viene ripetuto all'infinito, stirato da tutte le arti, cambiando ritmo o tonalita', esaurendo ogni variante e lasciando il pubblico (almeno per quanto mi riguarda) appagato. Immaginate una melodia di 10 secondi circa, ripetuta per 10 minuti. Noia? No, per niente. Quiei 10 secondi vengono esplorati in tutte le loro minime sfumature. Quando il pezzo e' finito non viene da chiedere il bis si ha voglia di cambiare, non perche' sia brutto, ma perche' si sente la pancia piena, si e' soddisfatti. Notevole anche l'esecuzione di Gipsy. Poi, come tutte le cose che, un po' di tempo prima, sono iniziate, e' finito. "Grazia, belo publico!" if (!AD_clientWindowSize()) { document.write(""); } <script type="text/javascript"> function setCookie(name, value, expires, path, domain, secure) { var curCookie = name + "=" + escape(value) + ((expires) ? "; expires=" + expires.toGMTString() : "") + ((path) ? "; path=" + path : "") + ((domain) ? "; domain=" + domain : "") + ((secure) ? 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