Home -> Scripta -> Racconti -> Standing Silence
19 | 05 | 2012
Standing Silence PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
martedì 29 gennaio 2008 12:33

Sto seduto su uno sgabello promiscuo della Locanda. L'ultima Guinnes piccola me l'ha offerta el paròn, al banco, Flavio. Sto sereno nel mio giaccone di pelle, con il dolcevita a collo alto, guardo i giovani feltrini che improvvisano in pista. Sono tutti fermi in gruppi, c'è una ragazza vestita con stivali in pelle -bianchi con riga verticale nera al tallone- minigonna -bianca- maglietta corta -bianca- orecchinoni in similoro, capelli biondi griffati e profilo attraente. Lombi in vista, non ideali ma attraenti. In continuo movimento fra luci e ombre, i lombi. Si abbraccia periodicamente con il tipo vicino a lei, su sgabellone. Finisco la piccola, è ora di marciar. Tiro la zip del giaccone, mi avvio verso la porta: due battenti, uno aperto. Tipo a destra che parla con tipa a sinistra, inframezzo l'apertura della porta. Esco, di lato, pesante di birra ma garbato per quanto possibile. Non percepisco contatto, ma sento battuta amara dietro di me. Mi volto, c'è una bottiglia di birra per terra, con il collo pieno di schiuma. Ritorno e mi accosto al tipo, 'sono stato io la causa?'. 'No, quello là via', mi fa, indicando uno inesistente lontano al centro della pista. Mi chino, raccolgo la birra fra due dita, la poso in parte al bordo della semiporta chiusa. L'ironia mi incattivisce. Sincero, 'posso compensare? Ti prendo volentieri un'altra birra', il tipo si china sul cellulare, capelli a spazzola ingellati, occhiali ovoidali, pischello. 'No no, figurati'. Insisto: 'Guarda, non è un problema, volentieri, te ne prendo un'altra'. Lui sempre chino sul visore, con accenni di sguardo al mio petto, 'Vai, tranquillo, non serve'. Ho parecchie battute sull'ironia fuori di posto che mi affollano in testa. 'No, vai, non importa', mi fa, con aria di tolleranza, sempre senza degnarmi di sguardo. Sento dentro che sono in luogo pubblico e sto e vado dove mi pare. Resto immutabile. 'Davvero? Sei sicuro?', mi raddrizzo, abbottono il primo e terzo bottone sempre guardandolo. Solleva un poco gli occhi, titubante; io raddrizzo il colletto, in un colpo unico. 'Sì sì', sempre al visore del cellulare, cercando di simulare indifferenza ma non freghi più nessuno. 'Davvero?', ancora con i lembi del colletto fra le dita. 'Sì sì', la voce insicura e lo sguardo ritornato basso sul visore.

'Coglione.'. Sollevo lo sguardo, dò il tempo di ribattere. Infilo le mani nelle tasche, mi volto e vado.

 

 

 

Mandala pure a tutti quelli che conosci, se ti va. Il silenzio passivo è un'arma letale, se è veramente passivo. E si impara a praticarlo solo dopo essere stati passati e ripassati dall'Università degli Studi di Padova.

 

Creative Commons License

Tutto il materiale di questo sito è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.
Powered by Joomla!
Joomla! è un software libero rilasciato sotto licenza GNU/GPL.

 

Chi è online
 9 visitatori online
Cerca in Abromlu