| La leggenda di S. Lucano |
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| Scritto da Abro | |
| lunedì 14 gennaio 2008 15:44 | |
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(ricerche storiografiche e descrizione a cura di Marco) Quanto si dice attorno alla vita di questo vescovo-eremita, lo si può trovar detto di tanti altri personaggi consimili che hanno dato nome e storia e leggende a molte altre valli alpine… come dire che sono stati molti quelli che nei secoli hanno tentato di rivendicare un loro diritto d’autore sul Santo (diritto che, per mero scrupolo giuridico, ricordiamolo, doveva essere riconosciuto e protetto solo con la L. 22 aprile 1941 n° 633 e relativo regolamento R.D. 18 maggio 1942 n° 1369… provvedimenti risalenti al noto Benito). La tradizione popolare narra che S. Lucano,vissuto nel 1400, ricopriva la carica di vescovo di Sabiona (Val d’Isarco) o di Bressanone. Deciso di recarsi a Roma per rimproverare il Papa del suo lusso e della sua lussuria, durante il viaggio un orso sbranò il suo cavallo; ammansito il plantigrado, lo stesso si fece cavalcare dal Santo fino a destinazione. Incontrato il Papa e rimproveratolo a dovere, S. Lucano si vide però rispondere così dal medesimo indispettito PaterPatrum: “Ricordati, caro mio, che di questo lusso che mi rinfacci anche tu hai parte…” E S.Lucano a quel punto: ”Se è così, caro Papa, tienti pure il cappello e il bastone, chè io non voglio aver più niente a divider con te…” Tornatosene in montagna per vivere da eremita (sempre a bordo del fidato orso), aveva visto l’allora val Bissera (ossia delle bisce), gli era piaciuta e l’aveva alfine imboccata… naturalmente di conseguenza seguiva, al suo passaggio lungo l’incerto tracciato della valle, l’incredibile e miracolosa fuga di tutte le serpi cattive, ed in particolare delle vipere… successivamente si svolgeva una specie di lotta (spirituale o materiale che sia) con la temibile “bissa bianca” detta anche “anda”, con la quale S.Lucano stipulava alfine una specie di patto di reciproca non aggressione. Il Santo trovò quindi rifugio in una grotta, nutrendosi di bacche e bevendo acqua di sorgente, sebbene ogni tanto arrivasse, miracolosamente, una capretta a fornirgli un poco di latte… S.Lucano passava la giornata in preghiera ma sembra che, Colui che tutto sa e a tutto provvede (non ingannatevi, Silvio non era ancora nato!), provvide appunto a mettergli accanto una donna, tale Beata Vazza! Ora, S.Lucky e la Beata Vazzy (forse non si dovrebbe parlare così dei Santi, cavolo!) passavano così gli anni in… preghiera e… penitenza nella succitata grotta. Un giorno però avevano entrambi una sete da morire e, trovandosi in mezzo al Sahara dove notoriamente la prima oasi si incontra dopo mille miglia, la beata (che era fisicamente e psicologicamente più debole del santo) chiese a S.Lucano: “Santo… ho sete!!! Dammi da bere!!!” Il Santuomo, impietosito da tale sensuale richiesta (nel senso che coinvolgeva il senso della sete) le disse: “Si, io ti do da bere, ma ricordati che non potrai più diventar santa poiché non hai saputo resistere… al massimo diventerai beata…!” La beata quindi accetta il duro compromesso, il santo tocca col suo bastone la roccia e da quella ne esce una riga d’acqua freschissima… e miracolosa, al dire della gente che spesso si recava a raccoglierne una boccettina… Ora, a metà valle, a mille e passa metri di strapiombo sotto il Bivacco Bedin, si trova la chiesetta di S.Lucano (perlomeno del 1600) nella quale, prima dell’alluvione del 1966, sembra vi esistesse un reliquiario a forma di avambraccio, di legno scolpito e con tanto di guanto alla mano, dentro al quale si diceva che ci fosse qualche osso appartenente al personaggio in questione. Sempre nei pressi della chiesetta, sembra sia stata sepolta la Beata Vazza e, dal luogo della sepoltura naturalmente sgorga una polla d’acqua dai supposti effetti terapeutici. |



