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19 | 05 | 2012
Abbazia di Santa Bona (Vidor, TV) PDF Stampa E-mail
Viaggi - Italia
Scritto da Abro   
lunedì 07 aprile 2008 12:53

Abbazia Santa Bona a VidorSi trova nel Quartier del Piave, sulla sponda sinistra del fiume, al termine delle primissime colline della pedemontana trevigiana, in posizione leggermente rialzata, in un punto in cui il fiume si stringe. Controllava il luogo in cui veniva fornito il servizo di traghettamento del Piave, ovviamente a pagamento.

Famoso è il detto: "Siòr da Vidòr, tol la barca e vienme a tòr!".

L'Abbazia fu edificata agli inizi del XII secolo dal celebre conte Giovanni Gravone, della famiglia Vidor de Cattanei. Il conte, tornato dalla prima crociata con le spoglie di Santa Bona e dei santi Vittore e Corona (che riposano poco più a nord, a Feltre), decise elargire un generoso lascito ai monaci Benedettini, purchè venisse costruita una abbazia in questo luogo strategico.

Vista sul PiaveIl monastero controllava le rendite provenienti dall'attraversamento del piave e dalle terre bonificate lungo tutta la pianura fino a Soligo (i famosi Palù). L'Abate era sotto il controllo della sede di Pomposa.
Già nel 1313 conflitti politici e decadenza morale provocarono la chiusura del monastero, che dal XV secolo fu affidato alla nobile famiglia veneziana dei Cornaro.
Ora tutta la tenuta appartiene alla famiglia del conte Da Sacco.
L'edificio subì varie demolizioni e ricostruzioni, nell'ultimo secolo ache a causa dello scontro bellico del 15-18.

La Chiesa

La chiesa è di stile romanico, a navata unica. La facciata presenta elementi tardo gotici, quali l'arco del portoneFacciata della chiesa d'ingresso e la trifora superiore. Molto curioso invece il medaglione a basso rilievo che raffigura l'arcangelo Gabriele. La presenza della barba (che tipicamente indica Gesù) però rende misteriosa la sua reale identità. Rimane il dubbio, causato probabilmente anche dalla confusione religiosa e simbolica di un luogo lontano dai centri religiosi e culturali.
Entrati nella chiesa si scorge a sinistra un affresco duecentesco di San Cristoforo, protettore dei viandanti ed egli stesso un traghettatore di professione. Nessun altro santo sarebbe stato più appropriato al luogo. Al centro dell'abside un altare, nle cui retro una cassa di legno e vetro costudisce dei resti umani (Santa Bona, secondo la tradizione) tenuti fermi grossolanamente da una corda bianca.
Uscendo dalla porta laterale si accede al gioiellino dell'Abbazia: il chiostro. Materiali semplici e rustici compongono il colonnato, in cui, però sono visibili elementi di abbellimento come le colonne intrecciate, poste ai quattro angoli, tipiche dell'architettura benedettina del luogo (sono visibili anche nell'Abbazia di Follina) e l'intarsio di quadrifogli che segue le line degli archi a sesto acuto, particolare presente nella decorazione padana.
All'esterno un dipinto ormai rovinato in cui la madonna con bambino è circondata a sinistra da San Giovanni Battista in versione di eremita con la croce in mano e a destra da San Girolamo che tiene in mano la chiesa. Al di sotto un gruppo miniaturizzato di monaci con l'abate fuori del gruppo, chiedono probabilmente, protezione.
ChiostroL'affresco, del 1300, fu inizialmente attribuito alla scuola del Giotto. Attualmente la paternità viene attribuita a Cadorin, già autore di molte altre opere nella zona, pittore locale compagno di studi del più celebre Mantegna.

Santa Bona

Pochissime notizie si hanno della egiziana Santa Bona. Il nome egiziano fu tradotto dai latini in Cordimunda (pura di cuore).
La ricorda Petrus De Natabilus nel suo "Catalogus Sanctorum" stampato a Venezia nel 1516. Il corpo della santa fu riportato dall'Egitto da Giovanni da Vidor di ritorno dalla prima crociata (1096) ai comandi di Raimondo di Tolosa.
Durante una sosta appena fuori Treviso, si radunò così tanta gente per vedere le spoglie della santa che le fu intotolato il quartiere.
Bella d'aspetto, rifiutò di prendere marito perchè affermava di essere sposa di Cristo. Rimasta orfana a 12 anni andò in un convento dove fu battezzata. Era molto amica di una sorella che però si ammalò. Bona chiese in preghiera di morire anch'ella qualora fosse morta.
Morta l'amica, la badessa ebbe una visione che le preannunciava l'ascensione di Bona il giorno seguente. Il mattino stesso una voce angelica chiamò la stessa giovane che volò in cielo tra le lacrime e le preghiere delle sorelle.

Ultimo aggiornamento ( lunedì 20 aprile 2009 14:31 )
 

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