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Pagina 1 di 5 0) Partenza! (mer 09/08/2006) L'aeroporto trevigiano, piccolino e superaffollato, potrebbe sembrare un ufficio postale. Dopo aver vinto un controllo supplementare dei bagagli (Bingo!), che ci distrae per 20 minuti circa, ci imbarchiamo. Dopo un'ora il rude pilota di Ryanair ci avvisa con un botto che siamo arrivati a Stansted. Ci rifocilliamo, e ci apprestiamo al check-in e all'imbarco con EasyJet, In poco meno di un'ora ci scarica a Glasgow-Paisley. Ci dirigiamo subito all'ufficio della Hertz. Prendiamo la macchina. E' una Focus Sport nera. Il bagagliaio non e' grandissimo. Dobbiamo dar fondo a tutta la nostra esperienza di giocatori di tetris per sistemare tutte le borse. Un simpatico uomo-Hertz, che ci vede alle prese con i borsoni ci viene incontro e ci da una mano. Primo contatto con la gentilezza e disponibilita' scozzese. Partiamo.
E' come se guidassimo in 4. Uno al volante e gli altri suggeriscono il lato della strada da occupare o il senso di rotazione delle rotatorie o l'avvicinarsi di auto da dietro. Gestiamo tranquillamente un leggero senso di panico. Dopo qualche rotonda e 5 minuti a 40 miglia all'ora in una autostrada in cui il limite e' 70, si e' costretti ad abituarsi. Parcheggiamo vicino alla riva del fiume Clyde. L'ostello e' camerificio (8 piani) e la reception e' una vera e propria segreteria. A parte le finestre sporche (all'esterno), la stanza e' tenuta bene e pulita. Il bagno e' adatto all'accoglienza di persone disabili, molto ampio con il lavandino basso, che ci fa sentire dei giganti. Dopo la doccia e un po' di relax e' ora di cena. Ci hanno consigliato il Cristal Palace, a due passi. Ambiente molto "local", silenzioso, grandi seggioloni su tavoli alti e una grande vetrata su Jamaica St. Propendiamo per il piatto locale: Aberdeen Angus per tutti! Purtroppo ne e' rimasto solo 1, ripieghiamo sul fish&chips o piatti vegetariani. E' qui che ho avuto il colpo di fulmine per il merluzzo impanato con le patatine. La verdura in Scozia: poca, non condita (salse in bustina opzionali) e poco curata (patate e cetrioli sempre con buccia, fagiolini non curati). Onnipresente il porro nelle zuppe. Usciamo che son quasi le undici e parcheggiamo in un parcheggio al coperto (forse il piu' economico del centro citta', ci sono dei prezzi ... ). Giretto by night per George Sq., ci sono poche persone in giro (c'e' un po' di vento e qualche goccia). Nella piazza ci aspettavamo qualche esibizione dei gruppi qui' accorsi per l'International Piping Festival, ma i tendoni dell'accoglienza sono chiusi. Andiamo a letto mentre salgono da 6 piani sotto le urla e gli schiamazzi alcolici dei ragazzi.
1) Glasgow (gio 10/08/2006) La colazione all'ostello e' di tipo continentale. Pur non essendo malvagia sara' tra le peggiori del nostro soggiorno. Ne aprofittiamo come conviene aprofittare quando le tariffe sono a forfait. Torniamo a George Sq. Stavolta, oltre ad un caldo sole ci accoglie il suono di decine di cornamuse, tamburi e rullanti, che, a turno si alternano per provare i pezzi che sarano sottoposti a giudizio dalla commissione del Festival. Quel lamento stridulo ci chiama, dobbiamo parlare a voce alta per farci capire, la piazza ora si presenta in una veste completamente diversa rispetto a ieri notte. Capiamo in manera definitiva di essere in Scozia! Perdiamo un po' di tempo passeggiando tra i gruppi di cornamuse. Conosciamo un Australiano di Perth in kilt e cornamusa, venuto appositamente per il festival. Dopo la sbornia di questi suoni un po' caotici e poco melodici entriamo nel palazzo di fronte a George Sq. per una visita guidata (gratuita) alla "City Chambers Glasgow City Council". Il simpaticissimo Ian (la guida) ci conduce per le stanze del palazzo. Ci descrive minuziosamente le fantastiche scale ovali, la prima completamente in marmo di Carrara e Brescia, la secondo conserva solo in parte l'originale alabastro. Dopo un crollo e' stata ricostruita in finto marmo per risparmiare. Ian non ce la presenta come una svalutazione della ricchezza del palazzo, ma dice che e' stata una bella furbata. Entriamo nella sala consiliare dello storico parlamento scozzese. Ora ci sono poltroncine con microfoni e pulsanti per il voto, ma Ian ci descrive com'era un tempo, con la zona dei giornalisti e la tribuna per il pubblico. Ci elenca l'attuale suddivisione del parlamento nei loro partiti ... peggio che in Italia, ce ne saranno una decina per 50 seggi. Di notevole c'e' ancora un salone molto ampio con lampadari giganteschi in cui viene accolta la famiglia reale nelle sue visite e una stanza con i dipinti di tutti i presidenti del parlamento. Ian ce ne indica due deceduti durante il lavoro e uno che sembra disegnato da Forattini, una vera e propria caricatura! Dalle vetrate un ottima vista su una George Sq. ancora ribollente di cornamuse. Ian ci racconta la leggenda dei simboli della citta' che compaiono nello stemma: un uccello, un albero, una campana, e un pesce (con un anello in bocca): "Here is the bird that never flew here is the tree that never grew here is the bell that never rang here is the fish that never swam" Lo stemma presenta il motto "Let Glasgow Flourish", che contrae il testo inciso in una campana cittadina del 1631: "Lord let Glasgow flourish throught the preaching of Thy word and praising of Thy name" (Signore fa fiorire Glasgow attraverso la predica della tua parola e la preghiera del tuo nome). Le leggende che spiegano il motivo dei simboli sono piuttosto complicate, soprattutto per noi che avevamo qualche difficolta' a seguire l'accento e la velocita' verbale di Ian. Protagonista e' quasi sempre St. Mungo (si pronuncia "Mango", com il frutto esotico), patrono della citta' (morto nel 603 a.C.). L'uccello selvatico commemora un volatile che St. Serf, maestro di St. Mungo allevava. Un giorno fu ucciso per errore da alcuni sui allievi. St. Mungo lo prese in mano e pregando lo riporto' in vita. L'uccello volo' dalle sue mani verso St. Serf. L'albero ricorda un episodio della vita del giovane santo, quando, studente in monastero, si addormento' durante il suo turno di guardia al fuoco sacro in refettorio. Alcuni monaci invidiosi spensero il fuoco. Svegliatosi, spezzo' alcuni rami da un albero e pregando riusci' ad accenderli. Si narra che la campana fu' donata dal papa a St. Mungo, ma di cio' non si hanno ulteriori informazioni. Infine, il pesce, la leggenda piu' intricata. L'anello fu' regalato da Hydderch Hael, re di Cadzow alla sua regina Languoreth. La regina lo diede ad un cavaliere e il re, sospettando un ... inciucio ... glielo prese mentre dormiva durante una battuta di caccia e lo getto' nel fiume Clyde. Al ritorno il re chiese l'anella alla regina e minaccio' di ucciderla se non glielo avesse mostrato. Disperata si confesso' a St. Mungo, il quale mando' uno dei suoi monaci a pescare sul fiume Clyde, chiedendogli di portare il primo pesce che avrebbe pescato. Cosi' fece e St. Mungo estrasse l'anello. Molto esplicativa un'altra leggenda, secondo cui un bimbo disse a St. Mungo che "la Scozia e' un pesce che non sa nuotare, un uccello che non sa volare, un albero che non sa crescere e una campana che non sa suonare ...". Pessimista, come lo spirito comune degli scozzesi. Continuiamo il giro turistico per le vie principali. Le strade sono molto ampie e trafficate. A differenza dei centri storici italiani, rimane ben poco della Glasgow Medievale. Si puo' dire che e' rimasta solo la Proveland's Lordship, che vediamo salendo per la collinetta della Cattedrale. Risale al 15esimo secolo ed ora e' di proprieta' del City Council. Attorno alla cattedrale c'erano le dimore di 32 Canonici che amministravano le oltre 200 parrocchie della diocesi. Fino al 19esimo secolo l'edificio fu' la dimora del precettore della cappella e dell'ospedale di St. Nicholas, che probabilmente erano a piu' a sud. Nel tardo 19esimo secolo divenne residenza del prebendario di Provan o di Barlanak, che, al contrario dei suoi "colleghi" mantenuti dalle offerte di grano, orzo, ecc. poteva disporre di vaste distese fondiarie tre miglia ad est della citta'. Gli fu' conferito il titolo di "Lord of the Preband of Barlanark", poi storpiato in "Lord of Provan" da cui il nome odierno. Il Proveland's Lordship e' un esempio di architettura domestica del 15esimo secolo. Con la riforma protestante di John Knox (1515-1572) la Cattedrale scampo' la distruzione, ma furono demolite la cappella di St. Nicholas e il suo ospedale. La dimora passo' di mano in mano. Nel 19esimo secolo una parte era occupata da una taverna gestita da una certa Mrs A Dudgeon (tradotto letteralmente: "la signora Una Scontrosa"). Sulla sommita' della collina e' situata la Cattedrale di St. Mungo e il Museo della vita e delle Arti Religiose. La cattedrale e' fredda e tetra. Interessante la cripta con la tomba di St. Mungo. Saliamo su un'altura che ospita uno strano cimitero monumentale; la speranza di vedere un panorama della citta' viene presto tradita. Il museo di St. Mungo (primo museo dell'arte e della vita religiosa) e' un po' deludente. Ha scopo didattico e documentativo, non contiene opere particolari. Al primo piano sono raccolti oggetti rapprasentativi delle religioni. Il Celebre "Cristo in Croce" di Dali', molto reclamizzato, che secondo le guide dovrebbe trovarsi qui', in realta' e' stato recentemente spostato nella galleria nazionale, che visiteremo nel pomeriggio. L'oggetto piu' antico e' una mummia egiziana. Al secondo piano la galleria della vita religiosa, in cui viene rappresentata la presenza quotidiana della religione. Al terzo piano la Gslleria Scozzese, in cui viene descritta l'influenza che hanno avuto le religioni nella storia scozzese. Molto coinvolgente la mostra fotografica sulla donna in tempo di guerra, con foto toccanti di tutto il '900 fino all'Iraq e Afghanistan. All' esterno il primo giardino zen della Gran Bretagna. Fu' costruito nel 1993 da Yasuataro Tanaka. Ci incamminiamo verso il West End, ci fermiamo per mangiare un panino in una specie di sandwicheria, non molto old-Scottish, ma che a suo modo ci da un idea del moderno British lunch-break. Nel West End, la zona dell'universita' un palazzo in stile su una collina domina il verde di un parco lungo le sponde del Clyde che ospita campi di bocce, tennis e la National Gallery. Ci fermiamo su una panchina per fare una foto, un Ranger (si chiamano proprio cosi' questi Guardiaboschi guarda prati) esce dalla sua casetta di legno e, proprio mentre lo canzoniamo chiedendoci dov'e' l'orso Yoghi, ci viene inontro per offrirsi di farci una foto. Gentilissimo! Visitiamo il museo, interattivo, con una esposizione temporanea di ricostruzioni di animali presitorici e e un grande aereo della II guerra mondiale, tanto per far contenti i bimbi. Rimane senz'altro il ricordo della prospettiva del "Christ in Cross" di Dali' ... che pazzo, pazzo punto di vista! La camminata del ritorno e' lunga e faticosa, il cielo si ingrigisce. Qualche goccia, antipatica e dispettosa. Dopo una doccia tonificante, torniamo al Cristal Palace per cena. C'e' molto piu' movimento della sera precedente. Al giovedi' c'e' il Curry Club, uno sconto speciale per una serie di pietanze al curry. Una giovane ragazza con una minigonna che se l'avessi trovata nel mio armadio avrei scabiato per una sciarpa (tanto e' corta) fa sobbalzare l'intero locale quando si china al balcone. Divertente osservare il ragazzo che l'accompagna, un po' orgoglioso e un po' imbarazzato dall'interesse della sala. Un giretto per digerire il fritto e poi, sotto le coperte, la stanchezza ci tappa le orecchie e ci rende sordi ai rumori della strada, fino al mattino quando il sole si incunea tra la trama mai troppo spessa della tenda e ci da il buon giorno. Tutti i luoghi visitati avevano accesso libero: ADORO LA SCOZIA!
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