{"id":9211,"date":"2026-10-17T09:07:23","date_gmt":"2026-10-17T07:07:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.abromlu.it\/runlog\/?p=9211"},"modified":"2026-10-17T17:52:35","modified_gmt":"2026-10-17T15:52:35","slug":"presidio-medico-chirurgico-spin-off","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.abromlu.it\/runlog\/2026\/10\/presidio-medico-chirurgico-spin-off\/","title":{"rendered":"Presidio medico chirurgico (Spin-off!)"},"content":{"rendered":"\n<p style=\"font-size:17px\"><em>Ho bisogno di condividere questa storia, perch\u00e9 dopo una settimana non sono ancora riuscito ad archiviarla, tanto mi ha meravigliato, divertito e lasciato incredulo. I dubbi sull&#8217;opportunit\u00e0 di mettere il mondo a conoscenza di questo residuo stocastico sono stati autoassolti e li elenco in calce dopo l&#8217;asterisco (*)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Come sapr\u00e0 chi mi segue, ho scritto un romanzo; non parlo d&#8217;altro, in effetti, in queste pagine, da un po&#8217; di tempo a questa parte. Il libro <a href=\"https:\/\/www.castelvecchieditore.com\/prodotto\/respirare-forte\/\">(Respirare forte, Castelvecchi Editore) <\/a>\u00e8 molto bello e ve lo consiglio, come direbbe l&#8217;oste del suo vino e la mamma soja dello scarrafone. La storia del romanzo \u00e8 completamente inventata ma prende spunto da numerosi fatti che mi sono realmente accaduti. Tra questi c&#8217;\u00e8 una esperienza sanitaria che ho affrontato a causa di un lieve ictus ischemico occorso qualche anno fa.<\/p>\n\n\n\n<p>Veniamo ai fatti. Giuro che quelli sono veri, i dialoghi no, non del tutto, hanno qualche inserto inventato, perch\u00e9 dal vivo sono impacciato, non mi vengono mai le parole, quindi ho aggiunto quello che avrei voluto dire ma non ne ho avuto la prontezza, ma alla fine cambia poco, l&#8217;atmosfera era esattamente quella che provo a raccontare.<\/p>\n\n\n\n<p>Io e mia moglie avevamo prenotato due biglietti per un concerto di un coro di musica &#8220;a cappella&#8221;, dove canta un suo caro amico d&#8217;infanzia. Sono davvero tanto, ma tanto bravi: sono i <a href=\"https:\/\/www.venicevocaljam.com\/it\/\">Venice Vocal Jam<\/a>. Decidiamo di ritirare i biglietti il giorno prima, per evitare di dover arrivare con largo anticipo allo spettacolo e infilarci in una lunga coda. I biglietti sono disponibili presso un negozio di floricoltura che sponsorizza l&#8217;evento e che si \u00e8 offerto per questo servizio. Il negozio si trova in una posizione al tempo stessa perfetta e pessima. Perfetta perch\u00e9 \u00e8 adiacente il cimitero (vuoi non trovar parcheggio?), pessima perch\u00e9 vi si accede attraverso il punto nevralgico dell&#8217;asse viario Treviso-Mestre: la rotonda tra la Statale del Terraglio e la tangenziale di Treviso. Alle 18. Di venerd\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>Individuo subito il banchetto, attendo il mio turno dietro un ragazzo e poi mi presento alle due signore per ritirare i miei biglietti.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Signor Salvestrin, proprio lei aspettavo!&#8221;, mi dice quella di destra. L&#8217;azzurro giocoso dei suoi occhi promette l&#8217;assoluzione, qualunque sia la mia colpa, ma non senza avermi paventato la pena.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Cosa ho combinato?&#8221;, chiedo con un sorriso, per stare al gioco.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Eh, sapesse!&#8221;, dice quella di sinistra, che per nasconderne l&#8217;identit\u00e0 chiamer\u00f2 l'&#8221;Amica Bionda&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Non si ricorda di me?&#8221;, interviene nuovamente quella di destra, costringendomi a guardarla intensamente stringendo gli occhi, come se la memoria fosse di gomma.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Nove anni fa. Cosa \u00e8 successo nove anni fa?&#8221;, chiede ancora, e a quel punto provo il sollievo di non essere accompagnato da mia moglie.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Le dico solo che lavoro in ospedale&#8230;&#8221;, e si fa strada una intuizione a cui non voglio ancora credere.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Qualche mese fa ho trovato in segreteria un pacchettino&#8230;&#8221;. Quegli occhi&#8230; quei capelli&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Nooo! Dottoressa!?&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Annuisce e ci mettiamo a ridere. Era infatti la neurologa che mi ha avuto in cura, a cui mi sono ispirato nel romanzo per la dottoressa Rossettini, nei capitoli dal titolo \u201cNeuro numero uno\u201d, \u201cNeuro numero due\u201d e (indovina) \u201cNeuro numero tre\u201d (bravo). Appena mi sono arrivate delle copie ne avevo lasciate un paio alla segreteria del reparto, con un biglietto di dedica e ringraziamento ai due medici. Avevo avvisato il suo collega, che mi aveva avuto in cura pure lui, con cui ho pi\u00f9 confidenza.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;Amica Bionda, che sa gi\u00e0 tutto, ci osserva un po&#8217; estranea a tutta quella meraviglia che ci assale. Si sente nell&#8217;aria l&#8217;obbligo di dire &#8220;com&#8217;\u00e8 piccolo il mondo!&#8221;, come capita in tutti gli incontri imprevisti e casuali, quando l&#8217;imbarazzo toglie le parole di bocca e restano solo le frasi fatte, ma la curiosit\u00e0 e lo stupore era tale che ce ne siamo dimenticati.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cBeh, innanzitutto come sta?\u201d, mi chiede.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCome sto? Se non mi viene un infarto in questo momento non mi verr\u00e0 mai pi\u00f9! Quindi bene, direi!\u201d, rispondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Parliamo un po\u2019 di quello che \u00e8 successo dell\u2019idea di scrivere il romanzo e della lunga via verso la pubblicazione. Poi cambia tono e mi contesta il suo personaggio:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDevo dire, per\u00f2, che non \u00e8 che mi abbia descritto proprio benissimo\u2026\u201d. Mi giustifico dicendo che dovevo creare il personaggio, caratterizzarlo per bene. L\u2019Amica Bionda mi viene in aiuto dicendo che \u201cgli scrittori devono usare la fantasia, non compilare verbali\u201d, dandomi ancora pi\u00f9 aura. Parliamo ancora un po\u2019, mentre preparano i miei biglietti e pago.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSe domani sera le porto il libro non \u00e8 che me lo firma?\u201d, mi chiede a bruciapelo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCerto, pi\u00f9 che volentieri!\u201d, rispondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Avevo tanta voglia di continuare a parlare, di chiedere tutte quelle curiosit\u00e0 che mi sono venute in mente in questi nove anni, per\u00f2 non riuscivo a mettere ordine nelle idee e dopo che ho stretto i biglietti in mano la possibilit\u00e0 di togliermi dall\u2019imbarazzo semplicemente andandomene, mi \u00e8 sembrata una via di salvezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono riuscito a dire:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cChe storia! E\u2019 pazzesco, per\u00f2!\u201d, pi\u00f9 per dimostrare che la freddezza che credo di mostrare \u00e8 solo una maschera.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cGi\u00e0!\u201d, dice lei, allargando un sorriso che copre il rumore dei suoi pensieri.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMeriterebbe di essere raccontato in un altro libro!\u201d, aggiungo dopo un po\u2019.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNaahh, troppo corto. Magari pu\u00f2 farci un breve racconto da pubblicare gratuitamente sui social a scopo promozionale.\u201d (ecco, per esempio questa \u00e8 una frase che non \u00e8 stata detta veramente ma che ci sarebbe stata bene).<\/p>\n\n\n\n<p>Uscendo sono stato tentato di prendere un paio di fiorellini, quelli che costavano di meno, giusto per il pensiero, e portarli alle due bigliettaie che mi avevano regalato questa grande sorpresa, ma era gi\u00e0 arrivata della gente, e che figura ci facevo, e chiss\u00e0 cosa penavano.<\/p>\n\n\n\n<p>Fatalit\u00e0 ha voluto che quella sera stessa avessi una presentazione del libro, che mi ha coinvolto molto, e quindi per ventiquattro ore non c\u2019ho quasi pi\u00f9 pensato.<\/p>\n\n\n\n<p>Arriva la sera del concerto. All\u2019entrata dell\u2019auditorium c\u2019\u00e8 una lunga fila che punta al tavolino della Dottoressa e dell\u2019Amica Bionda, impegnate con la consegna dei biglietti e l\u2019elenco dei prenotati. Noi ci passiamo a fianco e accediamo al foyer. Prendiamo posto e, mentre mia moglie va a salutare degli amici che ha intravisto, compilo il questionario di gradimento trovato sulla sedia con un anticipo ottimista e un giudizio generoso. Una ragazza nella fila di fronte si gira e chiede al tipo vestito in modo stravagante due sedie a fianco a me se \u00e8 il tale che canta nel tal coro. Risponde di s\u00ec con una voce impostata che conferma l\u2019aria da artista che dava l\u2019abbigliamento. Capisco che qui sono tutti esperti e appassionati e cerco di soffocare la sensazione di non meritare la fila G della platea.<\/p>\n\n\n\n<p>Torna mia moglie, il tempo di scambiare qualche chiacchiera e comincia lo spettacolo. I Venice Vocal Jam sono bravissimi, hanno vinto diversi premi in un recente concorso internazionale e sono apprezzati dal pubblico di mezza Europa. Io ero rimasto ai Neri per Caso, per dire. L\u2019artista della mia fila canta tutti i pezzi, batte la mano sulla gamba, schiocca le dita e muove le spalle a tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>Si riaccendono le luci nell\u2019intervallo, la gente si alza per andare in bagno o a fumare. Io e mia moglie ci scambiamo le impressioni su quello che abbiamo appena udito, quando nel corridoio appare lei: la Dottoressa. Mi fa un cenno di saluto, in mano ha il mio libro. Mi alzo per raggiungerla, scomodando l\u2019artista che si deve stringere per farmi passare. Io gli chiedo scusa con un distacco regale che sa di rivincita. Prendo in mano il libro, siamo in piedi nel mezzo di una sala con cinquecento persone. E\u2019 vero che sono tutti distratti, in questo momento di pausa, ma mi sento al centro dell\u2019attenzione, come un attore sul red carpet a Venezia. Spero che qualcuno noti la copertina, che si legga il titolo, che ispiri qualche ricerca google sui cellulari dei presenti. Per pubblicizzarlo potrei sollevarlo sulla mia testa e passeggiare fino alla prima fila dove il presidente della provincia sta intrattenendo le altre autorit\u00e0, come il prete porta il vangelo dall\u2019altare all\u2019ambone.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPu\u00f2 farmi una dedica?\u201d chiede la Dottoressa, e mi porge una siringa. Indugio, lei preme lo stantuffo e invece dell\u2019ago esce la punta di una penna. Mi viene da ridere e le dico:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa allora \u00e8 deformazione professionale!\u201d e lei mi risponde:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSa, sono i regali degli informatori farmaceutici\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>A quel punto mi tornano in mente tante cose e devo dire che no, cara Dottoressa, nel libro non l\u2019ho descritta tanto diversa da quella che \u00e8: teatrale, spontanea, emotiva, simpatica. Mi ricordavo bene, magari lei si vede in modo diverso, ma non \u00e8 mica una cosa brutta, sa?<\/p>\n\n\n\n<p>Le presento mia moglie e le chiedo se lei canta. Mi risponde di s\u00ec, ma in un coro molto meno blasonato. Fa la volontaria in questa associazione per passione.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cBuon per loro,\u201d dico \u201cgarantisce sempre un presidio medico\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Si sorprende che non sia mai stato ad un concerto di questa rassegna, che si ripete da anni ed \u00e8 una delle pi\u00f9 importanti del genere in Italia:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLei che parla di canzoni ogni due pagine dovrebbe conoscerla. Deve assolutamente venire ai prossimi concerti!\u201d, mi dice, a met\u00e0 tra un invito e una prescrizione.<\/p>\n\n\n\n<p>Le rispondo lasciando aperta la possibilit\u00e0, ma pensando che, pur essendo meravigliato per aver scoperto questa stupenda specialit\u00e0 canora, il livello musicale \u00e8 cos\u00ec raffinato che la mia sensibilit\u00e0 artistica non \u00e8 abbastanza adeguata, e la mia carta di credito non \u00e8 pronta ad adeguarla, visto il costo dei biglietti delle altre date della rassegna.<\/p>\n\n\n\n<p>La penna scrive malissimo e per di pi\u00f9 non ho con me gli occhiali. Le scrivo una frase del libro che mi piace molto e ricordo a memoria, con una calligrafia che ottiene vendetta di anni di ricette mediche scritte a mano.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi dice che \u00e8 il regalo pi\u00f9 incredibile e inatteso che le sia mai capitato e mi sembra sincera ed emozionata. Quasi commossa, ma forse mi sbaglio. Quelle parole mi hanno reso molto felice, mi hanno convinto che le sorprese belle e inattese sono il regalo pi\u00f9 spettacolare che si possa fare. Ho sentito che di tutto ne \u00e8 valsa la pena, che qualsiasi dubbio abbia avuto, alla fine ho fatto la scelta giusta, che raggiungere questa soddisfazione giustifica tanta fatica, che a volte bisogna seguire il proprio istinto anche se non si sa chi o che cosa ti appagher\u00e0, e neppure quando o come.<\/p>\n\n\n\n<p>In un momento di lucidit\u00e0 le dico che la cosa pi\u00f9 incredibile \u00e8 che se non fosse stato per il libro, e per la decisione di regalarglielo, e per l\u2019attenzione nel riconoscere il mio nome, ieri avrei preso i biglietti dalle sue mani come se niente fosse, l\u2019uno ignaro dell\u2019altra, e si sarebbe persa un\u2019occasione per meravigliarsi, per guardare alla vita con stupore, si sarebbe persa un\u2019occasione per respirare forte.<\/p>\n\n\n\n<p>Avrei voluto aggiungere alla dedica qualcosa tipo \u201cSe io le ho fatto una bella sorpresa, lei mi ha ricambiato in modo altrettanto bello\u201d, ma la pagina mi sembrava gi\u00e0 abbastanza pasticciata.<\/p>\n\n\n\n<p>La serata prosegue con un secondo tempo ancora pi\u00f9 intenso e coinvolgente. Come era prevedibile mi innamoro, a turno, di tutti e quattro gli elementi della componente femminile, e, pi\u00f9 inaspettatamente, anche del basso del gruppo, un tizio simpatico a cui mi accomuna la statura, che riesce a fare dei suoni spettacolari con la voce. E\u2019 bello farsi ammaliare dagli acuti e dalle melodie, ma ci vuole una gran bravura per tenere tutto in piedi con una formidabile base ritmica.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo lo spettacolo attendiamo l\u2019uscita degli artisti per salutare il nostro amico. La sala si svuota, i volontari cominciano a impilare le sedie di plastica che occupano questa platea provvisoria. M\u2019incammino con mia moglie a braccetto e poco prima di uscire intravvedo la dottoressa in alto, nella penombra del corridoio sopraelevato che fa da galleria. E\u2019 seduta con l\u2019Amica Bionda, poggiano i piedi sopra su due sedie che hanno girato di fronte a loro. Sembrano stanche, si godono il successo della serata, lo scarico della tensione.<\/p>\n\n\n\n<p>Penso che potrei salire le scale, salutarla ancora una volta, ma cos\u00ec sarebbe troppo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Se ti \u00e8 piaciuto questo racconto ti potrebbe piacere anche il mio romanzo. Si intitola <a href=\"https:\/\/www.castelvecchieditore.com\/prodotto\/respirare-forte\/\">\u201cRespirare forte\u201d <\/a>ed \u00e8 appena stato pubblicato da Castelvecchi. Lo trovi in tutti gli store online, ma se lo chiedi in libreria potrebbe essere subito disponibile sullo scaffale, e male che vada, ti arriva nello stesso tempo del corriere con in pi\u00f9 il sorriso del\/della libraio\/a. Grazie per la pazienza.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>(*) Mi faccio sempre problemi a raccontare fatti in cui sono coinvolte altre persone, anche se in fondo non ci trovo niente di male. Nel tempo mi sono creato dei criteri per capire ci\u00f2 che posso diffondere, in forma anonima, anche senza un esplicito consenso: non deve offendere o denigrare nessuno, non deve fomentare odio, non devo esprimere giudizi (a meno che non sia un personaggio, evento, spettacolo pubblico).<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho bisogno di condividere questa storia, perch\u00e9 dopo una settimana non sono ancora riuscito ad archiviarla, tanto mi ha meravigliato, divertito e lasciato incredulo. I dubbi sull&#8217;opportunit\u00e0 di mettere il mondo a conoscenza di questo residuo stocastico sono stati autoassolti e li elenco in calce dopo l&#8217;asterisco (*) Come sapr\u00e0 chi mi segue, ho scritto [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":9214,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"views":28,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.abromlu.it\/runlog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9211"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.abromlu.it\/runlog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.abromlu.it\/runlog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.abromlu.it\/runlog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.abromlu.it\/runlog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=9211"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.abromlu.it\/runlog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9211\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9218,"href":"https:\/\/www.abromlu.it\/runlog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9211\/revisions\/9218"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.abromlu.it\/runlog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/9214"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.abromlu.it\/runlog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9211"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.abromlu.it\/runlog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=9211"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.abromlu.it\/runlog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=9211"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}