Scrivo queste note un mese dopo aver partecipato all’evento. I ricordi sono si un po’ persi, ma voglio comunque fissare qualche punto per la mia personale memoria.

Parto a metà gruppo. Per qualche centinaio di metri ho qualche problema coi sorpassi. Il percorso é ricco di curve e cambi di pendeza. In alcuni tratti il pavè é sconnesso. Già al primo km trovo un gruppetto e capisco che arrivare con loro sarebbe una bella soddisfazione, tanto che non mi interesso più della media che mi indica l’orologio.

Qualche volto mi é noto e so che solitamente posso sperare di tenere lo stesso ritmo solo se sono in ottima forma. L’impressione, comunque, é che stiano facendo una gara tattica, altrimenti, con la mia condizione attuale, non avrei potuto raggiungerli. Sento i piedi rimbalzare veloci sui sapietrini. Mi sento agile, ma non avverto una forza nelle gambe appena sufficente. Non certo quella che mi aspetto il giorno di gara. Credo di non aver recuperato del tutto l’allenamento veloce fatto solo due giorni prima.
In ogni caso, ho buone sensazioni, anche troppo buone, visto che al primo dei tre giri, nel tratto di salita che porta al traguardo mi ritrovo a tirare il gruppetto. Mi accodo nel tratto in discesa. I più “anziani” si stanno giocando qualche premio di categoria, sono ancora in fase di studio.

Durante il secondo giro comincio a percepire il caldo e l’afa, che la tensione della corsa mi aveva fatto ignorare fino a poco prima. Comincio l’ultimo giro in difficoltà. Resto appeso al gruppetto fino ai meno tre km, poi mollo abbastanza pesantemente. Anche gli altri fanno fatica, il gruppetto si sgretola, deve essere partita la lotta per i piazzamenti di categoria. Non ho ambizioni particolari, mi interessa solo godermi questi ultimi km e non soffrire troppo. Negli ultimi 100 metri mi passa pure un atleta molto più anziano e pesante di me. Non ho fiato per rispondere e mi accontento di quella che poi scoprirò essere la 40esima posizione.

Concludo con un tempo finale di 39’13”, che corrisponde ad una media di 4’00″/Km per coprire i 9800 metri nominali della gara. Posso rimproverarmi solo un piccolo azzardo che mi ha stancato quel che basta per mollare il gruppetto. Forse avrei potuto restare incollato per qualche centinaio di metri ancora. Difficile rimproverarmi di essere partito troppo forte. Con quella temperatura e quella umidità dopo mezz’ora di corsa impegnata é normale calare, a meno di fare un lento. La mancanza di stimoli competitivi mi ha fatto cedere anche mentalmente, perchè soffrire senza nessuna soddisfazione in cambio mi attrae poco. Ancora una volta sono rimasto soddisfatto dalle Adidas Adios 6. Le sentivo ben rimbalzanti.

Sotto qualche goccia di pioggia intermittente mi sono goduto la gara femminile. Nei 5 Km scarsi ha vinto Rebecca Lonedo nella sua probabile ultima apparizione per l’atletica Vicentina. Pochi giorni dopo la gara infatti é uscito l’esito del bando delle Fiamme Oro. L’arruolamento in Polizia trasformerà in cremisi l’arancio della sua maglia. Non ho atteso la partenza della gara elite maschile. Il gruppo di partenti era di grande livello e ne sarebbe valsa la pena.

Il gruppetto di giovani promesse con cui ho condiviso gran parte della gara, prima di iniziare l’ultimo giro.

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