La settimana é passata tranquilla, stress da lavoro a parte. Sembra che sia riuscito a schivare i primi malesseri stagionali che si sono manifestati nelle bambine e in ufficio. Poco alla volta ho sentito crescere la condizione. I malesseri intestinali che hanno condizionato la mia Mezza di Treviso probabilmente sono la causa del senso di debolezza che ho provato due settimane fa. Questo da un lato mi tranquillizza, dall’altro mi fa rendere conto di non aver potuto sfruttare a pieno quella settimana.

Ho dimezzato il numero di km perdendo un sacco di acqua (per due giorni mi sono svegliato di notte per andare al bagno!), soprattutto dalle gambe, a giudicare da come si sono sgonfiate.

Ho guadagnato fiducia. Due settimane fa ero rassegnato. Ero convinto di apprestarmi ad affrontare una “maratona di passaggio”. Certamente non sono nella mia forma migliore, il personale non é un obiettivo attuale, però sono convinto di poter correre una buona maratona. D’altra parte penso di aver sprecato molto nelle ultime due maratone, quando avevo molto più da spendere, ora che ho meno frecce al mio arco, può essere l’occasione buona per fare attenzione a come me le gioco.

Ho cominciato la settimana con due giorni di corsa lenta (~10Km a 4’22″/Km sia lunedì che martedì). Mercoledì ho corso un 6×1000 m (media 3’43″/Km) buone sensazioni, ma un po’ di “letargia”. Quello che alcuni chiamano “la sindrome del cavallo da corsa”. Dovrebbe passare con degli allunghi che faccio il giorno successivo in due tranche (mattino presto e pausa pranzo). Tanti esercizi di riscaldamento e stretching dinamico e poca corsa (meno di 8 km in due sessioni con allunghi fino alla velocità massima). Infine venerdì mattina concludo con un 11 km all’interno dei quali ne faccio 4 a ritmo gara, circa. Al pomeriggio una cinquantina di vasche in piscina, mentre le bimbe fanno il corso di nuoto. Ho forzato poco e rilassato il più possibile.

Per tutta la settimana ho avuto difficoltà a trovare il ritmo col respiro. Forse é dovuto ai cambiamenti atmosferici repentini. Si passa dal caldo al freddo, alternando umidità a cieli limpidi.

Forse in parte é dovuto alla mia condizione. Alla mancanza di abiutudine a correre a ritmi “elevati”. Speriamo sia una sensazione che passa dopo qualche km.

Ecco il grafico del carico finale, a fine preparazione:

-1

Salta all’occhio la botta di km lenti di Giugno. Gli effetti si vedono ancor meglio nel grafico del carico qui sotto, che confronta la preparazione attuale con quella del 2015. Gli allenamenti di maggio giungo (cerchiati col giallo) evidenziano un gran carico quest’anno. Sono dovuti al grosso volume aerobico che ho affrontato quest’anno dopo aver rinunciato a preparare corse veloci. La parte cerchiata in blu evidenzia un carico minore alla ripresa dopo la pausa estiva. Secondo me é molto dovuto al fatto che il lavoro precedente ha abbassato molto la frequenza cardiaca basale, sui cui si basa il trimp che a sua volta va a calcolare il carico.

confrontoCarico Infine l’istogramma seguente mostra il volume chilometrico del 2016 (sinistra) e del 2015 (destra). Ho cerchiato in rosso la differenza del lavoro svolto a maggio/giugno. In giallo il grosso abbssamento della velocità nelle ultime 5 settimane. La linea blu mostra come un anno fa lavelocità media degli alenamenti sia scesa molto rapidamente. Colpa del caldo? della stanchezza? Del lavoro aerobico? Luned’ la risposta. confrontoKm

Col passare degli anni mi accorgo che passano anche gli argomenti dei discorsi dell’ultima settimana. Qualche anno fa la discussione classica nella settimana precedente la maratona riguardava lo scarico di carboidrati e la successiva abbuffata di pasta. I consigli sulla corsa venivano sostituiti dai racconti delle acrobazie messe in atto per evitare qualsiasi forma di carboidrato per 3 giorni, alternata alla successiva ricerca spasmodica di qualsiasi molecola zuccherina. Questa “moda” sembra passata. Ultimamente sento parlare sempre più del 5×1000, o del ritmo maratona con cardiofisso.

Alla fine per un amatore che non é seguito quotidianamnto da dietologhi, medici e fisioterapisti, l’importante é non fare niente di troppo diverso dal solito, e considerare l’argomento di moda come uno spunto per chiaccherate tra runners che stemperino la tensione e mitighino l’attesa.

Di admin

Lascia un commento