Venerdì sera ho corso per la terza volta la Corritreviso. Era il mio obiettivo estivo. Chiudo questa prima metà dell’anno con una bella soddisfazione. Mi porto a casa il tempo che volevo, quello per cui ho lavorato. Da adesso si chiude la parentesi “veloce”.

La prima sgambata di riscaldamento non é stata molto esaltante. Mi sentivo un po’ imballato, diversamente da come mi sentivo 20 giorni prima a Piombino Dese, quando zompettavo fin dai primi passi. f01Temo che sia dovuto all’ondata di caldo degli ultimi giorni, che mi fa recuperare ben poco alla notte. Il caldo si fa sentire. Non é la serata peggiore della settimana, ma dentro le mura della città l’afa e i lcalore del cemento e dei palazzi riscalda ancora di più l’ambiente. I 5 minuti di attesa alla partenza assomigliano tanto ad una passata al microonde.

Alla partenza é subito caos. Devo sgomitare per non farmi schiacciare e mi trovo ingabbiato. Stavolta però non volgio perdere il treno giusto. Esagero n po’ con la velocità quando ho il corridio aperto, finchè non arrivo ad un paio di metri dal mio riferimento: Alessandro. Il GPS prende malissimo il segnale, quindi le indicazioni sulla velocità sono poco affidabili. Meglio seguire un atleta sul cui rendimento non ho dubbi e che corre piuttosto regolare. Vedo passare i tempi al Km sul Garmin ma non ci do molto credito. Mi sembra di essere abbastanza al limite fin dall’inizio. Vedo la frequenza cardiaca sempre sopra i 170 bpm. Non riesco a vedere bene la cadenza, un po’ per il buio, un po’ perchè c’è sempre qualcosa a cui fare attenzione: curve, atleti, sorpassi, traiettorie … non ci si può distrarre un attimo.

Riesco ad affiancare Alessandro dopo il primo giro, a circa 3 Km, poi perderò contatto da metà gara fino agli ultimi 200 metri. Per la prima metà gara corro con la prima delle donne, una certa Paterlini. Poi lei continuerà con la sua progressione, senza rivali. Per un po’ capisco dagli incitamenti che anche la seconda donna (Bernasconi) mi segue. Perderà contatto (più di un minuto negli ultimi Km). Corro con un gruppetto con cui mi scambio le posizioni. Vedo in difficoltà Zanardo, che conosco bene da qualche. Deve essere partito forte. Questo mi da fiducia nonostante senta di essere al limite. L’ultima salita al duomo non finisce mai. Sembra che tutti corrano al loro massimo, non c’è vera e propria tattica, come avviene nelle mezze o in maratona. Nel finale vedo che guadagno un pochino su Alessandro, sebbene abbia deciso di non spremermi fino all’imbocco di via Calmaggiore, dove so che posso fare gli ultimi 200 metri con una bella volata. Svoltato a sinistra l’ultima curva mi rallentano un paio di doppiati affiancati proprio nella mia rotta, ma subito dopo lascio andare la falcata lunga, sento sbattere forte i piedi a terra e grazie alla leggera discesa piombo sul traguardo. Per un attimo ho pensato di fare un altro giro, poi ho visto degli amici appena arrivati e ho pensato che era meglio congratularmi con costoro.

tempi

Sono piuttosto soddisfatto della mia gara, sebbene abbia sempre avuto la sensazione di essere in difficoltà. Non ho avuto eccessiva stanchezza alle gambe, neanche il giorno dopo. Mi mancava il fiato e il cuore andava alle stelle. Immagino che questo sia dovuto al caldo, prima di tutto.

Il percorso é molto bello, molto movimentato, con qualche tratto nuovo in aggiunta rispetto allo scorso anno che ha permesso di passare da 4 a 3 giri, in modo da limitare i doppiaggi. Nell’ultimo giro i doppiati erano davvero tanti. Non essendo un percorso da tempo, non creano problemi, é come trovare un ostacolo sul percorso. Di sicuro, se non corressero (o camminassero) affiancati e sulla corda anche nelle curve più strette, si eviterebbe qualche spiacevole rischio di contatto. Ad ogni giro c’erano due salite marcate, ma raramente si correva in zone realmente pianeggianti. Quasi tutto il percorso inoltre era pavimentato a sampietrini, con una superfice sconnessa e poco regolare. A questo si aggiunge le numerose curve, marciapiedi che invadono la traiettoria. In queste condizioni era davvero difficile trovare il tempo per buttare l’occhio all’orologio.

Per la cornaca ho terminato in 34’56”, 16° assoluto e 5° di categoria. Se la misura del tracciato é corretta (9900 metri) la media é di 3’32″/Km. Non male per questo percorso.

Il premio che mi sono regalato é stato quello di assistere alla spettacolare gara ad invito, corsa subito dopo la nostra. Davvero bello vedere questi grandi atleti percorrere 10 volte il circuito da 1 Km, mangiando un gelato dopo la fatica.

Relive ‘Corritreviso 1 Giugno’

Di admin

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