Edizione importante questa del 2009: gran numero di iscritti, record del percorso per gli uomini (mancato di poco per le donne). In campo maschile Denis Curzi non ha tenuto testa allo sprint dell’etiope Teklu Geto Metaferia, mentre tra le donne è la reggiana Ivana Iozzia a imporsi nella gara di casa.

L’organizzazione sottolinea come siano migliorate le prestazioni medie dei concorrenti, segno che sempre più persone decidono di iscriversi dopo una adeguata preparazione.

Di Abro

3 pensiero su “Maratona di Reggio Emilia 2009”
  1. c’era veramente tanta gente e l’organizzazione è riuscita a tenere l’onda d’urto, peccato solo che non si siano visti i palloncini dei pacemaker, io ci contavo!

    Comunque mi sento di consigliarla, bello il percorso (anche se un pò ondulato) assistenza e rifornimenti ottimi ma soprattutto automobilisti civili e tanto tifo ed incitamento lungo il percorso.

  2. Un anno fa a novembre dopo la quarta mezza maratona dell’anno e della mia vita, terminata per la prima volta sotto i 5’ al k (ognuno ha i suoi tempi) ho detto al mio compagno di corse @Lippa64 “perché non facciamo la maratona di Reggio?”. La settimana successiva corremmo 30k e mi feci convincere che avremmo dovuto prepararci adeguatamente per correre a Ferrara in marzo. Mi feci convincere perché volevo partire avendo almeno una speranza di stare sotto le 4h.
    Fu un errore, dopo tre uscite oltre i 20k il ginocchio si ribellò, il mio compare divenne un maratoneta e io passai il 2009 correndo le garette che via via si presentavano, dai 5k alla mezza.
    Quando a novembre corsi la stessa mezza dell’anno scorso ottenendo lo stesso tempo capii che dovevo liberarmi dall’ossessione del cronometro e cercare solo di divertirmi.
    Ma siccome correre i lunghi non mi divertiva potevo comunque partecipare a una maratona?
    E soprattutto correrla divertendomi e non devastandomi?
    L’unica era provare ed eccomi a Reggio..un anno dopo.
    La strategia di gara è definita: correre al mio passo e utilizzare i rifornimenti oltre che per nutrirmi, per fare un minuto al passo come insegna Galloway , e mettere un minutino al passo anche fra un rifornimento e l’altro quando la strada si impenna.
    Al rifornimento del 10k dopo la camminata quando vado per infilarmi il guanto che mi ero tolto per prendere un pezzo di banana mi accorgo di non averlo più…un po’ per il freddo che mi aspettava e un po’ per il guanto, decido di tornare indietro a prenderlo . Perdo un paio di minuti ma non mi incazzo neppure, vuol dire che la sto affrontando veramente nell’unico modo possibile..con calma.
    Prima della mezza si passa per un paesino dove c’è musica e tifo ed è veramente bello.
    Alla mezza un occhio all’orologio ci scappa 2.01.04 perfetto, ma quello che succederà dopo so di non poterlo programmare non essendo andato oltre i 21k da un lungo a marzo al termine del quale avevo un ginocchio da buttare via. Penso al film L’odio..il tizio che cade dal palazzo e mentre precipita ripete “fin qui tutto bene, fin qui tutto bene” è cosi che avanzo km dopo km.
    Dal 25esimo in effetti il passo supera i 6’ al k, dal 35esimo arriva addirittura a 6’30” ma a me interessa poco perché ormai ho capito che ce la faccio .
    Quando vedo l’arrivo è veramente bello come ho letto in tutti i blog, non mi commuovo perché non mi sembra il caso ma quando mi mettono la medaglia al collo e ripetono per la 1980esima volta la frase “bravo ce l’hai fatta !” mi sento proprio come se la stessero dicendo solo a me.

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