Gen 112019
 

Riparte la marcia di avvicinamento verso il prossimo impegno sportivo: Trevisomarathon! Ho stilato un programma di massima con pochi punti fermi. Sarà modificato e adeguato frequentemente, non tanto in base ai risultati prestativi, quanto per la mia condizione fisica. Ho deciso di non esagerare con il volume totale. Raramente dovrei sfondare i 100 km, se non correndo almeno 6 giorni a settimana. Il volume delle singole uscite resterà elevato, ma aumenteranno i giorni di riposo e di corsa lenta. Saranno pochi gli allenamenti specifici o speciali, ma con un buon volume e recuperati bene nei giorni seguenti. vorrei evitare di correre sulla stanchezza. Da quanto ho verificato su me stesso, dopo una certa età e dopo anni di questa pratica, questo non é più uno stimolo efficace. Il fisico si adegua a trascinarsi avanti e non si adatta più. Di contro aumentano i rischi di infortuni. Per un atleta giovane che arriva da distanze più brevi, invece, può essere un buon metodo per la resistenza alla velocità.

Torniamo alla mia settimana. Di seguito i dettagli del mio diario. Sono molto soddisfatto di come il ginocchio ha risposto al primo lungo. Meno soddisfatto della diagnosi del mio dolo alla spalla sinistra. Il 30 dicembre sono caduto su un lastrone di ghiaccio durante una passeggiata con la famiglia. Mi sono appoggiato sul braccio sinistro in una posizione poco naturale e mi sono stirato la spalla. Il fisio mi dice che ho una lesione al tendine del sovraspinoso. Non mi impedisce di correre, ma per ora niente core training. Continue reading »

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Gen 032019
 

Mi piace alzare gli occhi dal presente e guardare la “big picture“, il quadro complessivo dell’anno che sta per  finire. E’ utile per capire i cambiamenti lenti ma profondi, quelli che normalmente non si notano facilmente. Siamo distratti dal susseguirsi delle onde e non prestiamo attenzione alla marea. Continue reading »

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Dic 162018
 

Ho trascorso una settimana leggera, con solo 47 Km, anche se quasi ogni giorno ho dato un piccolo focus sulla intensità che hanno impegnato il mio ginocchio. E’ giusto così, dopo due settimane con due test alla domencia. Piano piano si torna ad aumentare il chilometraggio settimanale e vedremo se la condizione migliorerà.

Ecco la mia settimana: Continue reading »

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Dic 142018
 

Negli ultimi sei mesi ho seguito una decina di lezioni di yoga. Non ho cercato questo incontro, diciamo che era a portata e, incuriosito, ho voluto provare. Ho avuto una esperienza sufficente solo ad intuire la vastità di questo mondo e le mille possibilità di contaminazione e di interpretazione che può avere. Ho alternato due insegnanti, quanto basta per comprendere che la guida é importante, se non fondamentale, per indirizzare l’attività.

La variante che mi é stato proposto é lo “yoga dinamico”, che credo sia classificato in questo modo perchè esiste una versione più spirituale e meditativa. Leggendolo coi miei occhi da occidentale, non condizionato da precedenti esperienze con discipline orientali, lo descriverei come una sequenza di esercizi di stretching, potenziamento a corpo libero e propriocettività. Spesso questi elementi sono combinati.

Gli elementi caratteristici dei miei allenamenti di stretching e core training sono: il numero di ripetizioni, la durata, il recupero, l’intensità. Gli esercizi sono classificati e hanno uno scopo funzionale locale (singolo muscolo, singola abilità). Nello yoga le ripetizioni sono rare, l’elemento fondamentale é il passaggio da una posizione all’altra. Non ci sono pause vere e proprie ma momenti di passaggio. E’ una esplorazione del rapporto del nostro corpo con lo spazio attorno. Spesso gli esercizi richiedono un certo equilibrio che mi porta l’attenzione e la consapevolezza esclusivamente su ciò che si sta facendo. Questo stimola anche una ricerca di equilibrio interiore. Per molti esercizi c’è una interpretazione più interiore e personale. La classica posizione “a candela” dovebbe portare il rumore della nostra mente per terra e innalzare al cielo i piedi e quindi la fisicità, quello che ci permette di camminare. Il piegamento sull’anca che io chiamerei “stretching degli ischiocrurali” é un tuffo nel mare in cui si viene invitati a sentire l’elemento acqua. Ogni posizione del proprio corpo ha anche una interpretazione che porta ad uno stimolo mentale, una riflessione o una focalizzazione della attenzione. Non sorprende questo atteggiamento da parte di una civiltà che considera ogni elemento col suo complementare.

Recentemente anche il modello sportivo occidentale sta puntando molto su aspetti mentali, soprattutto per la concentrazione e la sopportazione della fatica. Basti pensare all sessioni di “visualizzazione” a cui si sottopongono diversi atleti elite e alla conferma scientifica dell’efficacia sulla performance del “pensiero positivo”, della fiducia in se stessi e della certezza di aver successo.

Con parole meno tecniche direi che l’allenamento a cui sono abituato e lo yoga raccontano storie diverse con lo stesso linguaggio. Da una parte una storia descrittiva, ripetitiva, modulare. Dall’altra una storia evocativa, un passaggio. Il linguaggio del corpoo, però non cambia: l’affondo, la panca piana, piegamenti sulle varie articolazioni, le variazioni e il numero degli appoggi …

Gli ultimi 10 minuti sono riservati ad un graduale rilassamento e di altrettanto graduale “risveglio”. Anche questa parte la sento molto efficace.

In conclusione direi che queste sedute sono una valida alternativa a quelle che già faccio in autonomia di core training e stretching. Alla fine in entrambi i casi lavoro di addominali, dorsali e quadricipiti. Il vantaggio é che faccio qualcosa di diverso da ciò che sono abituato. Io tendo a ripetere sempre gli stessi esercizi, sono molto abitudinario, quindi essere guidato una volta a settimana su schemi diversi mi porta a coprire qualche laguna.

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Dic 132018
 

La gara/test di domenica scorsa mi ha dato alcuni spunti per valutare la mia condizione attuale ed impostare la preparazione invernale.

Le condizioni al contorno

Per una analisi corretta devo tener conto delle condizioni ambientali e personali in cui si é svolta. Per prima cosa, devo ammettere che l’alimentazione nel giorno precedente è stata assai poco “da atleta“. Avevo un importante avvenimento da festeggiare con amici, quindi non potevo tirarmi indietro 🙂 . Al mattino peso 2 Kg netti in più del giorno prima. Non ho avuto malessere gastrointestinale (ottima cucina e ottimo vino!) e ho dormito bene. Clima perfetto: aria fredda, ma riscaldata dal sole in un cielo limpido. Il basso chilometraggio dell’ultimo mese ha senz’altro favorito la velocità. Gli 11 Km di (ehm …) riscaldamento mi hanno tolto un po’ di brillantezza. Percorso non proprio scorrevole: 1,5 Km con tanto fango scivoloso, altri 2 Km di sterrato battuto. Ho ancora qualche insicurezza col mio ginocchio. Perdevo contatto nelle curve secche.

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Dic 092018
 

Chiudo la settimana a 67 Km, quasi a ridosso della prececedente. Una combinazione di situazioni mi favorisce per una seconda gara in 8 giorni. Evento rarissimo. La gara conferma le difficoltà con la velocità che già si intravedono nell’allenamento del mercoledì. Per il resto, come resistenza non sono messo male. Due mesi fa guardavo il mio inverno sportivo con molta insicurezza e preoccupazione. Ora mi trovo con un ginocchio in condizioni più che accettabili. Di questo sono contento.

Ecco la mia settimana: Continue reading »

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Dic 022018
 

Ho appena trascorso una settimana estremamente positiva, con un super allenamento al mercoledì e la gara di domenica, che a fine ottobre mi ero posto come test dopo 40 giorni dall’aver cominciato a correre. Mercoledì prossimo porterò all’attenzione del mio fisioterapista un ginocchio che non vuol cedere e una progressione piuttosto buona di allenamenti.

Dopo tanto tempo in territorio negativo, questa domenica rappresenta il passaggio alla possitività. Il caso ha voluto che a separare questi due periodi fosse una corsa lungo un fiume che si chiama Zero.

Questa settimana ho superato i 70 Km. Ben 20 in più della scorsa, ma con un giorno in più.  Ecco la mia settimana in dettaglio. Continue reading »

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Nov 252018
 

E’ arrivato il freddo. Ormai non é più possibile dedicare a stretching ed esercizi le mattinate libere del martedì e venerdì. Venerdì scorso ho avuto molto freddo, era troppo scomodo stendersi e restare fermi con quel freddo e umido. Non ne vale la pena. Oltre all’inutile sofferenza rischio un raffeddore o un infortunio. Non sono ancora in grado di reggere un allenamento bi-giornaliero di corsa, e potendo scegliere qiando correre, preferirei sfruttare le ore più calde. Mi rimane il “problema” di cosa fare quelle due mattine libere, visto che di dormire non se ne parla proprio … Continue reading »

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Nov 182018
 

Ho concluso la terza settimana di questa fase che non saprei come definire. E’ come quando si fa un po’ di confusione con le impostazioni del telefono o del computer e si clicca “Riprista Impostazioni Predefinite“. Sto cercando di ritornare ad un livello di atleticità che mi permetta di sopportare gli allenamenti a cui ero abituato. Sei settimane di stop non sono tantissime ma quello che rende difficile questa ripresa é che non riparto perfettamente guarito. Non ho più lo stesso ginocchio destro di prima. Devo trovare un nuovo equilibrio in cui possa lavorare senza farlo soffrire. Ci vuole tempo e pazienza. Continue reading »

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Nov 092018
 

Ho cominciato la settimana con qualche leggera preoccupazione per un senso di pressione al ginocchio. Per fortuna é passato con una giornata di stretching e il buon lavoro del fisioterapista. Avevo un controllo mercoledì. Mi ha trovato piuttosto bene. Infiammazione e tendinite sono molto residuali e non dovrebbero creare problemi. Mi ha trattato anche un po’ i posteriori della coscia per permettermi di flettere la gamba senza tanti problemi. In effetti un bel po’ di dolore é sparito. Speriamo non torni. Mi ha dato appuntamento tra un mese, nel frattempo, vuole che lentamente torni agli allenamenti a cui sono abituato, sia per internsità che per estensione. D’obbligo, naturalmente, mantenere la progressione dello sforzo e rispettare tempi di recupero. Dovrò essere un po’ più cauto con gli squat, non é ancora il momento di caricare, mentre posso mantenere gli squat monopodalici, ma solo in fase eccentrica. Continue reading »

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